Amministrative 2019, la geografia del voto in Italia: ecco chi ha vinto (e chi ha perso) e dove

Il centrosinistra ha vinto al primo turno a Bari, Bergamo, Firenze e Modena, ma la Lega va bene anche a livello locale e arriva a prendersi il Piemonte

Il primo dato, intravisto in questo secondo posto alle elezioni europee, è che il Partito democratico non è morto. La tiepida risalita dei consensi su scala nazionale si manifesta più nitida a livello locale: il centrosinistra conferma al primo turno i sindaci di sei capoluoghi importanti, perdendo solo Pescara e Pavia.

Bipolarismo ai Comuni

È la fine della terza repubblica appena nata? È preso per dirlo, ma le amministrative del 2019 restituiscono un’immagine in cui la destra avanza forte e sicura su tutto il territorio nazionale, ma la sinistra non molla e vince dove ha fatto bene in passato. Il Movimento 5 Stelle? Puff, sparito: ha perso Livorno ed è praticamente fuori da ogni ballottaggio significativo.

Resistenza a sinistra

Bari, Bergamo, Firenze, Lecce, Modena e Pesaro. Con risultati particolarmente positivi nel capoluogo di regione pugliese, dove il sindaco uscente Antonio Decaro, tra i più popolari in Italia, ha preso il 66%. A Firenze, dove Dario Nardella è riuscito a ottenere il 57% dei consensi. E a Bergamo, città dove era tutt’altro che scontata la vittoria al primo turno di Gori, staccando di 16 punti percentuali l’avversario di centrodestra Giacomo Stucchi.

Successi a destra

Se alle elezioni europee non c’è stata storia, la destra italiana, trainata dalla nuova versione nazionale della Lega, ottiene importanti vittorie alle amministrative. Prima fra tutte la regione Piemonte, dove Alberto Cirio, con oltre il 50% dei voti, ha tolto la poltrona a Sergio Chiamparino. Poi ci sono Pescara e Pavia, strappate alle amministrazioni di sinistra: in Abruzzo Carlo Masci ha preso il 51,3% delle preferenze, nel capoluogo lombardo Fabrizio Fracassi è stato eletto con il 53% dei voti. Alla destra vanno anche Perugia, Urbino e Vibo Valentia.

Hanno visto le stelle

Male il Movimento fondato da Grillo e Casaleggio. Se alle elezioni europee si è fermato al 17%, tornando terza forza politica italiana e perdendo il 50% del proprio consenso in un solo anno, alle amministrative i risultati sono ancora più duri. Nessun Comune ottenuto, e nemmeno nessun ballottaggio nelle grandi città per poter sperare nell’elezione di qualche sindaco. Il Movimento 5 Stelle ha perso Livorno, riuscendo ad arrivare terzo dopo i cinque anni di mandato di Filippo Nogarin.

Ci vediamo il 9 giugno

Il centrodestra ha conquistato la maggior parte dei 3.654 comuni in cui si votava. E appare in vantaggio nelle grandi città le cui sorti si decideranno il prossimo 9 giugno. Si andrà al ballottaggio nei capoluoghi di regione di Campobasso e Potenza. E in quelli di provincia di Ascoli Piceno, Avellino, Biella, Cremona, Ferrara, Foggia, Forlì, Livorno, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Verbania e Vercelli. Il risultato finale di questo Risiko in cui il Movimento 5 Stelle è rimasto solo con il Kamchatka, si potrà conoscere dopo la conta definitiva di chi ha vinto di più nei 5 capoluoghi di regione e nei 28 di provincia.

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