Le 20 password da non usare sul vostro smartphone. A meno che non vogliate essere hackerati

L’esperta di sicurezza informatica Tarah Wheeler si occupa spesso dei codici più frequenti utilizzati per smartphone e pc. Meglio controllare che non ci sia anche il vostro

Inserisci nuova password. Conferma. Prima era per la mail e per qualche social. Poi è diventato necessario per l’account Amazon, Facebook, Instagram, per quello del sistema gestionale dell’ufficio, per la banca online, per l’applicazione con cui contare le calorie e così per tanti altri profili. Tarah Wheeler, esperta di sicurezza informatica, si occupa proprio di questo. Dal suo account Twitter e dal suo profilo GitHub lancia spesso liste con le password da evitare.

La fretta, la noia, la paura di dimenticarsi per l’ennesima volta gli accessi, può portare spesso a fare tutto di corsa. Ed è da questa superficialità che nascono le password peggiori, quelle più facili da hackerare. Questo meccanismo si ripete anche con i codici Pin degli smartphone. Vero, ormai per sbloccare un telefono ci sono sistemi più sicuri, come il riconoscimento del volto o delle impronte digitali.

La lista dei Pin da evitare

Il Pin è come se fosse l’ultimo baluardo. Il passo prima nella scala della sicurezza del famigerato Puk. Eppure spesso viene sottovalutato. Per questo Tarah Wheeler ha pubblicato la lista dei 20 Pin più comuni per il blocco dello smartphone. Spiegando che il 26% degli smartphone viene hackerato proprio con queste password. Se la vostra è fra questo elenco, meglio cambiarla subito.

  • 1234
  • 1111
  • 0000
  • 1212
  • 7777
  • 1004
  • 2000
  • 4444
  • 2222
  • 6969
  • 9999
  • 3333
  • 5555
  • 6666
  • 1122
  • 1313
  • 8888
  • 4321
  • 2001
  • 1010

Tarah Wheeler sul suo account GitHub si è spinta oltre. Aiutata da diversi utenti, ha stilato un elenco di tutte le password più usate dagli amministratori di sistema. Andiamo dal classico admin123 fino ai riferimenti più nerd come TheAnswerIs42 o il nostalgico ToInfinityAndBeyond.Non mancano quelli che scelgono la propria password anche per dimostrare un sincero senso di fastidio verso le piattaforme utilizzate. Nell’elenco si registrano infatti FuckGoogle, FuckFacebook e FuckingApache.

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