Colombia: un quarto della benzina venduta è usata per produrre cocaina

La coltivazione di foglie di coca è aumentata del 17% negli ultimi due anni

La benzina è uno degli ingredienti alla base della preparazione della cocaina: in media servono circa 75 litri di carburante per ogni chilogrammo di pasta di coca, che viene poi raffinato in cocaina. Grandi quantità di benzina sono anche necessarie per alimentare i generatori nei laboratori di droga a distanza.

Partendo da questi presupposti, le autorità colombiane stimano che più di un quarto della benzina venduta nel paese lo scorso anno sia andato all’industria della droga.

L’ufficio del procuratore generale della Colombia ha dato il via alle indagini in 33 stazioni di rifornimento, molte delle quali in regioni di confine in difficoltà.

Come racconta il Guardian, i residenti a Riosucio – cittadina non lontana da Panama – affermano che alcune stazioni di rifornimento siano controllate da narcotrafficanti, spesso alleati dei paramilitari della destra che agiscono al fianco delle forze dell’ordine.

«È un business completamente orientato alla coca», ha detto un leader della comunità nella città. «Queste bande paramilitari di droga sono l’autorità di questa città».

Nel 2016 era stato stipulato un accordo di pace con le forze armate della Colombia che hanno finanziato per anni lo sforzo bellico con il traffico di droga.

Nonostante questo, gli affari della cocaina in Colombia continuano a prosperare. L’accordo prevedeva disposizioni per aiutare i contadini a sostituire le colture di coca con alternative legali come caffè e cacao.

Il problema però è che gli agricoltori dicono che lottano ancora per guadagnarsi da vivere con le coltivazioni legali. Questo non ha fatto altro che incrementare ancora di più la coltivazione di coca che, secondo un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite, nel 2017 sarebbe aumentata del 17%.

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