YouTube è sotto inchiesta per violazione della privacy dei bambini: così Google corre ai ripari

La più conosciuta piattaforma video del mondo, secondo indiscrezioni del WSJ, starebbe ipotizzando di far migrare i contenuti sull’app per bambini YouTube Kids

Sarebbe agli sgoccioli l’indagine della Federal Trade Commission a carico di YouTube. Le indagini sono nate dopo numerose denunce da parte di gruppi di consumatori e di associazioni per la difesa della privacy che hanno accusato l’azienda di non proteggere i bambini e preadolescenti che utilizzano il servizio di streaming video.

Tra le accuse a carico di Youtube ci sarebbe anche quella di violazione della legge Coppa (Children’s Online Privacy Protection Act) relativa alla protezione dei dati online dei minori, che vieta il tracciamento e il targeting commerciale per gli utenti di età inferiore ai 13 anni. Con l’avanzamento delle indagini, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Google (che possiede YouTube) starebbe ipotizzando di mettere in atto una possibile piccola rivoluzione.

I contenuti destinati ai preadolescenti a ai bambini potrebbero essere tutti spostati sulla piattaforma YouTube Kids. Questa scelta, però, impatterebbe in modo drastico sui ricavi pubblicitari dell’azienda, dato che i video destinati ai giovanissimi sono tra i più popolari e più remunerativi della piattaforma. L’azienda, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali su come intende affrontare il problema.

Il caso pedofilia su Youtube

Il caso dei contenuti di pedofilia su YouTube ha scosso la piattaforma. Oltre il danno di immagine, diversi brand hanno tolto le loro pubblicità. Mosse che hanno portato il sito di condivisione di video ha delle decisioni mai prese in precedenza. La piattaforma, controllata daGoogle, ha inviato una lettera a brand e creator in cui comunica che verranno disattivati tutti i commenti sui video che ritraggono bambini.

Le eccezioni, come riporta il sito Adweek, ci sono. Verranno risparmiati i canali che già moderano i commenti sotto ai loro video. La limitazione non dovrebbe essere definitivama, per il momento, riguardadecine di milioni di video. L’attenzione ai contenuti che circolano in rete sui bambini è sempre più alta. Solo il 27 febbraio la Federal Trade Commission aveva multato per 5,7 milioni di dollari l’app TikTok, una piattaforma che raccoglie brevi video con 500 milioni di utenti attivi. Il motivo? Permetteva ai minori di 13 anni di pubblicare informazioni privatesenza il consenso dei genitori.

Il caso pedofilia di YouTube, i commenti sotto ai video delle bambine

Le acque hanno iniziato ad agitarsi il 18 febbraio. Su Reddit, l’utente Mattwatson07 pubblica un video un cui documenta quello che ha scoperto dopo due giorni di ricerche. Nella piattaforma c’è un wormhole, un collegamento che trasporta gli utenti in un’altra dimensione. Watson parte da chiavi di ricerca che sono già ai limiti delle normative di YouTube: cercando ad esempio «Bikini Haul» si trovano video di donne che provano costumi da bagno, non proprio il tipo di contenuto che la piattaforma punta a diffondere.

Da qui si arriva a un circolo di video apparentemente innocui, fino a quando non si leggono i commenti. Bambine che saltano sul tappeto elastico, che corrono in cortile o semplicemente mentre mangiano. I commenti però tolgono tutta l’innocenza a queste immagini. «Sei bellissima», «Ma che meraviglia» o ancora «Fermate il video a 4:29». Su YouTube, quando si lascia in un commento minuti e secondi esatti del video si crea un timestamp:in pratica cliccando questo numero, il video si ferma direttamente al frame indicato. Sotto questi video i timestamp indicano tutti i momenti in cui le bambine, giocando, mostrano più da vicino parti del loro corpo.

Ad aggravare il tutto c’èla monetizzazione. I video delle bambine sono anticipati dalle pubblicità e quindi chi li ha caricati può anche guadagnare per ogni utente che schiacciail tasto play. I giornali confermano tutto. Anche noi di Open abbiamofatto le nostre verifiche. Alcune aziende che hanno investito nella pubblicità sulla piattaforma hanno ritiratoil loro marchio.

I troll di YouTube e i commenti per far mettere in difficoltà il canale T-Series

Nel mezzo di tutto questo scandalo c’è anche chi sfrutta la situazione per provare a danneggiare altri canali. C’è una sfida in corso da mesi su YouTube, quella fra i canali PewDiePie e T-Series. Il primo è il canale di Felix Arvid Ulf Kjellberg, il gamer di origini svedesi che per anni ha avuto il più alto numero di iscritti, ora sono 87 milioni. L’altro è quello di T-Series, il canale di una label indiana che si occupa di musica e cinema, appena arrivato a oltre 87 milioni.

La sfida fra i due è talmente accesa che esistono utenti che trasmettono in diretta il conteggio degli iscritti. Il giornale The Verge riporta che per cercare di screditare T-Series molti utenti stanno commentando sotto i loro video utilizzando le stesse parole chiave trovate sotto i video che sono finiti nello scandalo pedofilia.

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