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Emergenza medici in Molise, Trenta apre ai militari negli ospedali: reparti a rischio chiusura

23 Giugno 2019 - 16:09 Fabio Giuffrida
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Dopo l'appello del Commissario regionale alla Sanità del Molise, il governo valuta l'uso dei medici militari negli ospedali
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La carenza di medici negli ospedali del Molise è ormai diventata un’emergenza conclamata, al punto da richiedere necessario l’intervento del ministero della Difesa.

«Stiamo esaminando la possibilità di inviare in Molise medici militari – ha detto il ministro Elisabetta Trenta, in visita a Campobasso – per far fronte alla carenza di personale sanitario negli ospedali, ma al momento non abbiamo ancora trovato una soluzione, stiamo continuando a cercarla».

L’allarme

Già ai primi di giugno, il commissario regionale del Molise alla Sanità, Angelo Giustini, aveva lanciato l’allarme invocando al più presto l’invio dei medici militari: «È una corsa contro il tempo», aveva spiegato in una lettera inviata al direttore di Quotidiano Sanità. La soluzione sembra essere solo una: chiamare a raccolta i medici dell’Esercito nelle corsie degli ospedali della regione per 5-6 mesi, in attesa che vengano espletati i concorsi.

Si rischia la chiusura dei reparti

Secondo Giustini, il rischio concreto è che nel giro di poche settimane si debbano chiudere i reparti di ortopedia e traumatologia degli ospedali di Isernia e Termoli: «L’evidente contrazione di risorse – ha aggiunto il commissario nella lettera – mette sempre più a rischio il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, dunque ancora viaggi della speranza si profilano per i cittadini del Molise».

Dai medici pensionati ai militari in corsia

Un’idea che nasce alcuni mesi fa quando il commissario, intervistato da Open, spiegava di voler coinvolgere i medici in pensione. Una soluzione che non è andata a buon fine ma che ha spinto il ministero della Difesa a mettersi a disposizione individuando 105 medici – tra ginecologi, ortopedici, chirurghi e anestesisti – pronti a essere impiegati in corsia prima che sia troppo tardi.

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