Terremoto, parla il sismologo dell’Ingv dopo la scossa a Roma: «Perché può ripetersi» – L’intervista

Un terremoto che «può ripetersi», questo «non si può escludere» ma che non ha causato danni a cose o persone

Il terremoto che ha colpito Roma non è una novità. A dirlo è Alessandro Amato dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). «La Capitale si trova tra i Colli Albani e l’Appennino, dunque risente dei terremoti dell’uno e dell’altro versante pur avendo una sismicità di basso livello. Quando si scatena un terremoto, le onde sismiche attraversano la città e vengono percepite dalla popolazione locale» spiega il sismologo a Open.

Perché non è una novità

Un terremoto che «può ripetersi», questo «non si può escludere» ma che non ha causato danni a cose o persone (anche grazie agli edifici anti-sismici e a una magnitudo non eccessiva, ndr). «Ogni tanto si fanno sentire, si tratta di piccoli terremoti» ha spiegato Alessandro Amato che, poi, ha precisato: «Sono una novità per gli ultimi 20-30 anni ma, se guardiamo al passato, in realtà si sono già verificati, anche nell’800».

Roma circondata da aree sismiche

Roma, dunque, «è circondata da aree sismiche» (basti pensare che il terremoto di Amatrice venne avvertito persino nella Capitale): quella dei Colli Albani (che è la più vicina ma la meno pericolosa) e quella dell’Appenino dove i terremoti sono «più forti».

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