Grecia, Mītsotakīs è il nuovo premier: il centrodestra torna al Governo dopo l’era Tsipras

Nuova Democrazia sfiora il 40% e ottiene 158 seggi. Syriza esce a testa alta, riprendendo quota dalle europee e attestandosi al 31,6%. Alba Dorata sorpassata a destra da Soluzione Greca

Kyriakos Mītsotakīs, leader liberista di Nuova Democrazia (centrodestra), ha vinto le elezioni anticipate in Grecia. I sondaggi lo davano favorito contro il partito di Governo uscente, Syriza di Alexis Tsipras (centrosinistra), già in testa alle elezioni europee di marzo. Nuova Democrazia conquista 158 seggi contro gli 86 di Syriza, raggiungendo una maggioranza mai così decisa dal 2009.

I socialisti dell’ex Pasok, l’attuale Kinal e vecchio rivale di ND, hanno preso l’8% delle preferenze. Più o meno stabili anche i comunisti del Kke, che restano in parlamento con gli stessi 15 seggi della tornata precedente. Mera 25, il partito greco collegato al movimento internazionale Diem25 fondato da Yanis Varoufakis, riesce nell’impresa di superare il 3% sfiorato alle europee, entrando per la prima volta al Parlamento con 9 seggi e il 3,5% delle preferenze.

L’estrema destra: esce Alba Dorata, entra Soluzione Greca

Pesante la sconfitta di Alba Dorata, il partito di estrema destra che nel 2015 aveva guadagnato 16 seggi con il suo 10% e che ora esce dal Parlamento, crollando vertiginosamente a un punto dalla soglia di sbarramento, al 2,9%. A prenderne il posto sono ora i neofascisti di Soluzione Greca, al 3,7%, che vorrebbero un muro antimigranti di 6 metri al confine con la Turchia.

A guadagnare dall’accordo tra Grecia e Macedonia del Nord, realizzato da Tsipras dopo trent’anni di conflitto, non è stata dunque Alba Dorata, che nei giorni della ratifica degli accordi di Prespa aveva messo a ferro e a fuoco la città.

Mītsotakīs promette: «Ora meno tasse e più credito in Europa». Tsipras: «Usciamo a testa alta»

Mītsotakīs, laureato a Harvard, membro di una famiglia storica di politici greci e leader del partito che portò il Paese sull’orlo del baratro, ora promette di tornare ai livelli del pre-crisi. «Meno tasse, pensioni e salari più alti», una riforma dello Stato «per renderlo più moderno». «Torneremo ad attirare qui gli investimenti stranieri, garantendo ordine e crescita», aveva detto durante la campagna elettorale.

«È l’alba di un nuovo giorno in Grecia», ha scritto su Twitter. In Europa Nuova Democrazia vuole presentare «un piano di riforme coerente e sono convinto che i creditori a quel punto abbasseranno i nostri target altissimi di avanzo primario, che oggi soffocano la crescita».

Alexis Tsipras esce comunque a testa alta rispetto ai pronostici e conferma il suo impegno nel continuare il percorso iniziato nel 2015 e concluso nel 2018 con l’ultimo piano di stabilità.

«Abbiamo pagato il prezzo politico», scrive l’ex premier in una serie di Tweet, difendendo la sua posizione e non ritenendo la sconfitta «strategica». «Lasciamo a testa alta, quattro anni fa ci siamo occupati di un Paese sull’orlo della bancarotta, e ora lasciamo un Paese libero dai salvataggi, in crescita e con riserve nelle sue casse. Con l’interesse del debito al minimo storico».

Gli exit poll

Dopo circa mezz’ora dalla chiusura delle urne alle 18, Tsipras ha riconosciuto la sconfitta con una telefonata all’avversario Mitsotakis.

Gli esperti riferiscono che nelle prime ore della giornata a votare sono principalmente i pensionati e le persone più anziane, dato che potrebbe influenzare gli exit poll. In ogni caso, il distacco di circa 13 punti percentuali sembra confermare le previsioni della vigilia del voto, con Nuova democrazia destinato a conquistare la maggioranza.

Già in base ai primi calcoli per la distribuzione dei seggi, era chiaro che la Grecia sarabbe tornare ad avere una chiara maggioranza di centrodestra in Parlamento dopo dieci anni. I media locali stimavano per Nuova Democrazia un risultato oltre il 40% dei voti, quindi tra i 155-167 seggi sui 300 del Parlamento.

Syriza invece non otterrebbe più di 77-82 parlamentari. Per i socialdemocratici di Kinal, 19-22 seggi, i comunisti di KKE-NI 16-19. Alba Dorata, che oscilla tra l’2,8 e il 4,8%, potrebbe rimanere fuori dal Parlamento per non aver raggiunto la soglia di ingresso.

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