La Fifa (finalmente) si schiera: nuove misure contro razzismo e omofobia

La federazione internazionale del calcio è sotto accusa per i casi di corruzione ai suoi vertici. Ma Infantino pare determinato a segnalare una svolta su una altro fronte

Dalle parole, o meglio dalle pubblicità, ai fatti. La Fédération Internationale de Football Association (Fifa), alle prese con uno scandalo che ha travolto i suoi vertici, ha deciso di adottare una linea dura per contrastare il razzismo e l’omofobia negli stadi.

Pronte nuove misure a partire dal girone di qualificazione per il campionato mondiale di calcio che si terrà in Qatar nel 2022: squalifiche di almeno 10 giornate per i giocatori che si macchieranno di insulti discriminatori.

Partite cancellate o perse a tavolino per le tifoserie che faranno altrettanto. In questi casi, prima ci sarà un richiamo verbale tramite i loudspeaker negli stadi. Se i cori o gli insulti continueranno la partita verrà prima sospesa e, se necessario, terminata.

YouTube / Spot Fifa contro il razzismo

Nel 2013 Fifa aveva creato una squadra – detta Task Force – anti-razzismo, poi smantellata dopo circa tre anni perché ritenuta superflua. La missione di ripulire gli eventi Fifa da ogni forma di razzismo era completata, dicevano i dirigenti.

L’organizzazione ha invece dovuto ricredersi di fronte ai continui e esasperati episodi di razzismo, a partire dai mondiali di calcio del 2018 nel corso dei quali aveva dovuto avviare un procedimento disciplinare nei confronti del Paese ospitante, la Russia.

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