Astroluca lancia un allarme dallo spazio: «Il surriscaldamento globale è reale»

L’astronauta si trova sulla Stazione Spaziale Internazionale dal 20 luglio

Nel giorno in cui la terra deve fare i conti con il superamento delle risorse disponibili per il 2019, dallo spazio arriva un altro messaggio di avvertimento: il surriscaldamento globale è reale. E a dirlo è l’astronauta italiano Luca Parmitano in collegamento dalla Stazione Spaziale Internazionale.

Parmitano è impegnato nella missione dell’ESA Beyond. «Lo spazio è il luogo ideale per lanciare l’allarme sugli effetti del riscaldamento globale sulla Terra», ha detto il colonnello dell’aeronautica in collegamento al Museo Nazionale della Scienza e Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano. «Negli ultimi 6 anni ho visto deserti avanzare e ghiacci sciogliersi, spero che le nostre parole possano allarmare davvero verso il nemico numero uno di oggi».

«I dati dell’Esa ci dicono molto sul riscaldamento globale e da qui l’osservazione umana potrà raccontarlo ulteriormente – ha detto Parmitano – per fare sì che chi ha in mano le redini possa fare tutto il possibile, se non per invertire questo trend, per rallentarlo e fermarlo», aggiunge Luca Parmitano.

Il sogno: la missione sulla Luna

E a pochi giorni dalle celebrazioni dei 50 anni dallo sbarco sulla Luna l’astronauta catanese ha detto che non esclude che un giorno possa realizzarsi questo sogno anche per lui: «Mi piace l’idea di poter andare un giorno sulla Luna», ha detto. Non sa, ha aggiunto, se sarà possibile tornare sulla Luna nei prossimi 5 anni, ma «sognare ci fa stare bene e ci spinge ad avere progetti sempre più grandi».

«Tutta la scienza e la tecnologia che stiamo sviluppando è rivolta anche alla Luna e al nostro futuro, e di conseguenza anche al mio», ha detto ancora Luca Parmitano sorridendo e giocando con il microfono mentre rispondeva alle domande dei giornalisti.

«Stando qui sulla Stazione Spaziale basta guardarsi intorno: sono circondato da macchine che parlano di futuro e creano il futuro. Ad esempio Nick – ha aggiunto riferendosi al collega Nick Hague della Nasa – in questo momento sta usando una stampante 3D per tessuti biologici: il futuro è il nostro mestiere sulla Stazione Spaziale. “Nelle stelle si vede il futuro” è il mio motto e qui a bordo è quanto mai appropriato».

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