Di Maio posta l’abbraccio con Conte, Bonafede e Fraccaro. E punta la Lega: «Basta “no”, chi non vuole governare lo dica»

Un rimpallo di “no” tra gli alleati di Governo: «Attacchi, sparate fuori dalle righe, a cosa servono? Di sicuro non fanno bene al Paese»

«Mi aspetterei muri e “no” dalle forze di opposizione. Ma da chi sostiene questo governo mi aspetto lealtà». A scriverlo su Facebook è Luigi Di Maio, che pubblica una foto con il premier Giuseppe Conte e i ministri Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, tutti stretti in un abbraccio.

Noi siamo qui per fare. Il governo deve fare. Le forze politiche che sostengono questo governo devono impegnarsi a fare…

Posted by Luigi Di Maio on Thursday, August 1, 2019

Il riferimento va allo scontro interno tra Lega e Movimento 5 Stelle sulla riforma della giustizia, che nella notte tra il 31 luglio e il 1 agosto ha tenuto impegnati i due vicepremier Di Maio e Salvini, Bonafede e la ministra della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno in un lungo e discontinuo consiglio dei ministri.

«Attacchi, sparate fuori dalle righe, a cosa servono? Di sicuro non fanno bene al Paese», scrive Di Maio puntando Salvini. «Governiamo con serenità e trasparenza. Se qualcuno ha in mente altro, lo dica tranquillamente. Possiamo fare tanto con questo governo, ma ci deve essere la volontà politica da parte di tutti. Da parte del M5s c’è!».

I “no” tra alleati erano stati un terreno di sfida aperto anche dalla Lega: il partito di Salvini ha lamentato nelle scorse settimane le opposizioni dei 5 stelle alla realizzazione della Tav e agli stop iniziali sul decreto sicurezza bis. Appena dieci giorni fa, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli (M5S) aveva commentato la loro contrarietà alla grande opera dicendo che «ogni tanto qualche sacrosanto no bisogna dirlo».

Proprio qualche ora fa, Salvini era intervenuto di nuovo sulla Tav e sul sì pronunciato dal premier: «Lo ha detto anche il presidente del Consiglio che costa meno fare la Tav che non farla. Non so se i 5 stelle vogliono sfiduciare il presidente del Consiglio… ». Dall’abbraccio non si direbbe.

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