Di Maio-Salvini, è più crisi di coppia che di governo. Il leghista: «Se si sta insieme solo per litigare, si divorzia»

Il vicepremier grillino «è stanco di litigare» mentre il ministro dell’Interno parla, senza mezzi termini, di «clima deteriorato». Governo in bilico?

«Sono stanco di litigare», dice il vicepremier Luigi Di Maio al Corriere della Sera in un’intervista-sfogo che sembra rievocare un’altra crisi di governo, con tutte le occasioni di scontro con l’alleato leghista. Ma la crisi per ora sembra più di coppia, con i rapporti ormai ai minimi termini con l’altro vicepremier, Matteo Salvini. Di rompere però Di Maio non sembra averne intenzione, di certo non ne ha interesse in questo momento. lo spettro della crisi di governo . Ogni scusa è buona per invocare la caduta del governo, una rottura con gli alleati – il Carroccio – coi quali è stato siglato un contratto di governo, e niente più. Una serie di obiettivi da raggiungere il prima possibile, comunque entro 5 anni, pur rimanendo distanti anni luce nelle idee, nei valori e nella visione del futuro del nostro Paese.

Giustizia e Tav che dividono grillini e leghisti

Una delle questioni più spinose resta senza dubbio quella della Tav: «È la Lega che ha cambiato faccia sull’opera: andava in valle per fermarla e ora ha improvvisamente cambiato idea. Questo è un po’ surreale» tuona Di Maio. Punti di vista differenti e litigi, nemmeno troppo velati, sulla riforma della giustizia proposta dal ministro Bonafede e non condivisa da Salvini: «La riforma della giustizia si farà e anche in tempi brevi. Se La Lega ha qualche dubbio siamo pronti ad ascoltarli» dice il vicepremier grillino. L’obiettivo è anzitutto accorciare i tempi dei processi.

La questione immigrazione

Parlando del decreto sicurezza bis al Senato, Di Maio ne ha approfittato per lanciare una frecciatina al ministro dell’Interno: «Vorrei ricordare l’emendamento voluto dal M5S secondo cui le navi non autorizzate ad entrare nelle acque italiane verranno confiscate. Così finiranno i siparietti che mettono realmente a rischio la vita degli esseri umani e, come è accaduto, dei nostri militari». A quali “siparietti” fa riferimento? Forse ai continui “no” del ministro Salvini che ribadisce la linea dura dei porti chiusi?

Poi arriva la seconda frecciatina: «Gli attacchi a Di Battista? Nessuno ha diritto di offendere Alessandro per le cose che dice. È l’unico qui in mezzo che non prende soldi pubblici anche quando va al mare».

La replica di Matteo Salvini

«Staccare la spina? La spina si stacca se si litiga soltanto. Noi facciamo anche delle cose buone. Però confesso che faccio sempre più fatica. Se gli attacchi vengono dalla sinistra, fa parte del gioco. Se vengono dagli alleati è grave», questa la replica di Matteo Salvini in un’intervista a La Stampa.

Poi si torna a discutere dei «no pregiudiziali» del Movimento Cinque Stelle: «Cosa mi dà più fastidio? Che si dica sempre di no e si cerchi di bloccare tutto. Prenda le trivelle petrolifere. Da qui al 2030 il settore vale 13 miliardi di euro e interessa 100mila lavoratori e 57 imprese e tutto è bloccato dal ministro dell’Ambiente Costa. Ovunque al mondo si trovi il petrolio, si festeggia. In Italia no. Po c’è la Gronda di Genova. I soldi ci sono, i genovesi l’aspettano e Toninelli sta bloccando tutto».

Salvini, quindi, parla di «clima deteriorato» negli ultimi quattro mesi: «Succede come per le coppie. A un certo punto, se si sta insieme solo per litigare, si divorzia. Vedremo».

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