Kabul, l’Isis rivendica l’attacco kamikaze a una festa di nozze che ha provocato almeno 63 morti

È il diciassettesimo attacco nella capitale afgana dall’inizio dell’anno

L’Isis in Afghanistan ha rivendicato la responsabilità dell’attacco kamikaze a una festa di matrimonio a Kabul, in cui sono morte almeno 63 persone, 182 i feriti.

A meno di due settimane dall’attentato in centro città che ferì 95 persone e che fu rivendicato da talebani, un’altra esplosione colpisce il Paese. Già in passato, l’Isis aveva attaccato i cosiddetti “bersagli morbidi”, cioè poco protetti, proprio come i matrimoni.

L’esplosione è avvenuta poco prima delle 23 in una sala per matrimoni nel sud-ovest della città. La sala delle nozze colpita si trova in Dar-ul-Aman Street, che in questi giorni è solennemente illuminata per la festa dell’indipendenza che si celebra questo lunedì in Afghanistan. Ai matrimoni che si svolgono a Kabul uomini e donne festeggiano in stanze separate. Normalmente sono invitati centinaia di ospiti e la cena viene servita dopo le 22.

I video sui social media mostrano persone disperate davanti ai familiari scomparsi nella sala adibita alle feste nuziali. Nelle immagini si vedono sedie bianche macchiate di sangue e molti corpi privi di vita distesi su di esse. Molti afghani hanno espresso il loro orrore. «Sono a pezzi», ha scritto l’artista Omaid Sharifi su Twitter, «qual è la nostra colpa?».

L’attacco alla sala delle nozze è il diciassettesimo attentato di rilievo a Kabul da gennaio a oggi. Nei precedenti 16, stando alle cifre fornite dalle autorità, almeno 113 persone sono state uccise e oltre 700 ferite. Tuttavia, è noto che i funzionari governativi mantengono basso il numero delle vittime. Parte degli attacchi sono attribuiti ai talebani, gli altri alle milizie dello Stato islamico.

L’esplosione di oggi nella Dubai Wedding City Hall avviene proprio mentre sono in pieno corso i negoziati tra gli Usa e i rappresentanti di alto rango dei talebani: sul tavolo il ritiro delle truppe americane in cambio di assicurazioni che l’Afghanistan non diventi una sorta di porto franco per le organizzazioni terroriste. Entrambe le parti hanno recentemente dimostrato ottimismo riguardo al rapido raggiungimento di un’intesa finale. Tuttavia, molti afgani temono che la violenza possa continuare attraverso gli attacchi dell’Isis.

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