Salvini prova a ricucire con l’ex amico Di Maio, i due tornano a chattare: il leghista si sente “tradito” da Conte

«Mi sono fidato – dice il leader della Lega del premier – mi sconsigliava di contattare direttamente Di Maio»

A 17 giorni dallo scoppio delle crisi, la certezza di Matteo Salvini è che a “tradirlo” portando il M5s a trattare con il Pd sia stato il premier Giuseppe Conte. Fino a ieri, riportano i retroscena dei quotidiani, il leader della Lega ha tempestato Luigi Di Maio di messaggi, nel tentativo di ricucire prima di tutto il rapporto personale, più che quello politico ormai pregiudicato.

Sullo sfondo resta l’offerta lanciata all’ex alleato pentastellato, quella di farlo salire a palazzo Chigi e «ricominciare dai vostri dieci punti e riscrivere il contratto».

Il “forno Lega” però è stato spento in modo che più chiaro non si può proprio da Conte, che dal G7 di Biarritz ha scandito: «Mai più con la Lega», archiviando quella stagione politica ormai conclusa. Per Salvini è la conferma che dietro la rottura definitiva con i Cinque stelle ci sia la regia del premier uscente, quello stesso che l’8 agosto, quando Salvini gli aveva comunicato l’intenzione di concludere l’esperienza di governo, gli aveva assicurato anche in quell’occasione: «Mi ha sconsigliato di contattare direttamente Di Maio , “non preoccuparti, ci penso io”. E io cosa avrei dovuto fare? – riporta il Corriere della sera – Mi sono fidato…».

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