Governo, gli ultimatum di Di Maio a Zingaretti: «O siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti»

La conferenza stampa del capo politico M5s ha riaperto dubbi che sembravano ormai sciolti. Scrive su Twitter il dem Andrea Orlando: «Ha cambiato idea? Lo dica con chiarezza»

Continua, tutta in salita, la (eventuale) formazione di una nuova maggioranza in Parlamento attraverso l’ipotesi di un accordo tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Nella giornata delle consultazioni del presidente incaricato (e uscente) del Consiglio Giuseppe Conte, il messaggio che arriva dai due partiti sembra, ancora una volta, se non di segno opposto, di certo assai distante.

Da un lato il capo politico grillino, Luigi Di Maio, con parole molto dure e quasi l’ennesimo aut aut dopo i colloqui grillini con Conte. Dall’altro il segretario del Partito democratico, con un discorso in cui non lascia trapelare alcun attacco ai (costituendi) alleati. 

Una distanza abissale che fa twittare immediatamente Andrea Orlando, vicesegretario dem e in lizza per la vicepremiership (contesa proprio con Di Maio e tra i punti ancora tutti da dirimere del rapporto tra le due forze politiche).

«Incomprensibile la conferenza stampa di Luigi Di Maio», twitta Orlando. «Ha cambiato idea? Lo dica con chiarezza». Un discorso duro, quello di Di Maio? Non l’ho sentito proprio”, dice invece il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, rispondendo alla domanda dell’Ansa se quello del capo M5S fosse stato un intervento che rendeva più difficile formare un governo. Il premier ha fatto capire con un gesto di non aver avuto modo di ascoltarlo.

I punti del Movimento Cinque Stelle

«O siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti. Non guardiamo a un governo solo per vivacchiare, consideriamo alcuni dei punti del documento imprescindibili», dice il leader M5S Luigi Di Maio dopo le consultazioni con il premier incaricato Conte. «Se entreranno i nostri punti nel programma di governo si potrà partire altrimenti meglio il voto», dice Di Maio. E il prima possibile, aggiunge. 

Tra le priorità del M5s – qui il documento integrale dei punti presentati dai 5 Stelle a Conte oggi – c’è il taglio del numero dei parlamentari, prosegue il leader politico del M5s. «Mancano 2 ore di lavoro parlamentare e diventa legge, va approvato nel primo calendario della Camera e diventa legge». E ancora: «Avevamo pronto il decreto per iniziare la revoca delle concessioni autostradali e va fatta. Un governo ha senso solo se si approva una seria legge sul conflitto di interessi». 

«Ho rinunciato 2 volte a fare il premier, sono 10 anni che i parlamentari si tagliano gli stipendi e tra pochi giorni taglieremo 345 parlamentari. Gli attacchi al Movimento e al sottoscritto di questi ultimi giorni dimostrano che passano i governi, ma nel mirino restiamo sempre noi. Bene, significa che continuiamo a essere dalla parte giusta. Non è momento degli attacchi ma del coraggio e ne servirà tanto». 

I decreti sicurezza

Ma soprattutto l’affondo sui decreti sicurezza, tanto cari a Matteo Salvini e che il Pd vorrebbe cambiare in segno di discontinuità con il governo gialloverde. «Abbiamo proposto al Presidente che anche sui cosiddetti decreti sicurezza si proceda nelle forme dovute almeno al recepimento delle indicazioni pervenute dal Presidente della Repubblica», dice Zingaretti al termine delle consultazioni con Giuseppe Conte. 

«Riteniamo che non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza. Vanno tenute in considerazioni le osservazioni del capo dello Stato ma senza modificare la ratio di quei provvedimenti», risponde Di Maio. Ho detto che non rinneghiamo questi 14 mesi di governo». 

L’immigrazione «è un programma serio su cui puntare con determinazione» con una «revisione di Dublino» e della prima accoglienza. 
Mentre definisce «surreale» il totoministri se contagia le forze politiche, Di Maio rivendica anche il progetto di autonomia differenziata caro alla Lega. «Abbiamo detto al presidente che bisogna continuare le legittime richieste di autonomia differenziata per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna», spiega il grillino.

E poi l’ambiente: «non è uno slogan o un like ai post di Greta Thunberg», tuona Di Maio, con riferimento neanche troppo velato a quando Nicola Zingaretti aveva dedicato la sua vittoria alle primarie Pd proprio alla giovane attivista svedese. 

Ciao Greta Thunberg. Benvenuta in Italia, grazie per quello che fai. Faremo di tutto per essere coerenti!

Posted by Nicola Zingaretti on Wednesday, April 17, 2019
Fonte: Facebook | Il post di Zingaretti che ringrazia Greta Thunberg

I punti di Zingaretti

«Noi notiamo che la prospettiva di avvio di una stagione politica nuova è stata salutata daimercati con il calo dello spread, che apre nuove prospettive di investimento», dice un pi conciliante Nicola Zingaretti al termine del confronto del Pd con il premier incaricato.

«È stato un incontro che si è svolto nel giorno nel quale l’Istat conferma purtroppo alcuni datinegativi per la nostra economia, dati che confermano la necessità di una svolta e l’esigenza di aprire quella che lo stesso presidente incaricato ha chiamato una nuova stagione politica per il Paese», spiega Zingaretti. Che dice di non aver parlato di squadra di governo con il premier uscente. 

«Ribadiamo il taglio delle tasse per i salari medio-bassi del Paese come incentivo alla ripresa e come stimolo dei consumi ed elemento di giustizia rispetto alle famiglie italiane», prosegue il segretario dem. «Per i redditi medio-bassi si stanno studiando formule per la formazione gratuita per i figli di famiglie con reddito medio basso dall’asilo nido all’università». 

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