Governo M5s-Pd, quanto spazio hanno i giovani nel programma: le prime quattro promesse

Meno di un punto su cinque, il 19%, cita, più o meno direttamente, i ragazzi

«Linee di indirizzo programmatico per la formazione del nuovo governo». Un documento, disponibile online, che mette nero su bianco i 26 punti programmatici del governo Conte 2: la base dell’azione del nuovo esecutivo sostenuto dal Movimento 5 stelle e dal Partito democratico.

Dopo aver ricevuto la definitiva investitura della piattaforma Rousseau (con non poche apprensioni per il ritardo di un’ora nella pubblicazione dei risultati), Giuseppe Conte potrà sciogliere la riserva al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e proporre la sua squadra di ministri.

Quanto spazio è dedicato alle nuove generazioni? Al momento, posto che il programma potrebbe essere ulteriormente rivisto, meno di un punto su cinque, il 19%, cita, più o meno direttamente, i giovani. Ecco in quali contesti i ragazzi e i giovani lavoratori, e i settori che li riguardano, sono stati inseriti nel programma di governo.

1) La legge di Bilancio 2020

Anche se in modo approssimativo, è nel primo punto, quello dedicato alla prossima manovra economica, a comparire un primo riferimento al mondo dei giovani.

In coda alle altre priorità – «la neutralizzazione dell’aumento dell’Iva» su tutte – il programma del governo in divenire persegue l’utilizzo di «maggiori risorse per scuola, università e ricerca». Sembra un passo avanti, posto che l’ultimo governo, quello Lega – M5s, aveva previsto nella legge di Bilancio del 2019 tagli e mancati stanziamenti per circa 4 miliardi.

In coda alle altre priorità – «la neutralizzazione dell’aumento dell’Iva» su tutte – il programma del governo in divenire persegue l’utilizzo di «maggiori risorse per scuola, università e ricerca». Sembra un passo avanti, posto che l’ultimo governo, quello Lega – M5s, aveva previsto nella legge di Bilancio del 2019 tagli e mancati stanziamenti per circa 4 miliardi.

2) Il mondo del lavoro

Il secondo punto programmatico è interamente legato alle criticità dell’occupazione in Italia. Alla lettera “d”, lavoro e giovani si intersecano: occorre, si legge nel documento, «individuare il giusto compenso anche per i lavoratori non dipendenti, al fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento in particolare a danno dei giovani professionisti».

3) Invertire la rotta dei giovani espatriati

Poi c’è il terzo punto che è interamente dedicato alle nuove generazioni. Con fumosità, è vero, ma sul podio dei punti programmatici del governo M5s – Pd c’è sempre un riferimento ai ragazzi.

«È essenziale investire sulle nuove generazioni, al fine di garantire a tutti la possibilità di svolgere un percorso di crescita personale, sociale, culturale e professionale nel nostro Paese. Occorre altresì creare le condizioni affinché chi ha dovuto lasciare l’Italia possa tornarvi e trovare un adeguato riconoscimento del merito».

19-22) Scuola e lavoratori digitali

Per trovare di nuovo qualche riferimento più o meno esplicito ai giovani, bisogna poi scorrere la lista fino ai punti 19 e 22. Nel primo dei due, il governo si prefissa di proteggere ciò che è considerato patrimonio di tutti: «Occorre tutelare i beni comuni come la scuola» – e la lista continua, passando dall’acqua pubblica alle autostrade -, di cui occorre avviare la revisione delle concessioni».

Al 22esimo punto, compare un mix di temi che comprendono, turismo, agricoltura, web tax, portabilità dei dati. L’elemento più vicino ai ragazzi è sicuramente quello dei «diritti dei lavoratori digitali, cosiddetti riders».

Anche se rider è solo il termine inglese per indicare chi fa consegne su due ruote e non tutta la platea di lavoratori digitali, anche se la grammatica italiana non vuole che il plurale delle parole straniere si formi con l’aggiunta della “s”, almeno appare l’intenzione del futuro governo di intervenire in un settore nuovo che riguarda i giovani e per cui l’ordinamento italiano necessita un aggiornamento.

Insomma, qualche segnale c’è anche se non molti. E se il governo partirà davvero – come a questo punto sembra scontato – bisognerà vedere quale parte del programma avrà davvero la priorità.

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