Parigi, vive su un platano da 18 giorni contro il ministro: «Non scendo finché non rinunciano a tagliare gli alberi»

Ha costruito una capanna in cima all’albero e si muove, come un moderno Tarzan, di albero in albero grazie a un’imbracatura

Thomas Breil, 45 anni, ha deciso da 18 giorni di vivere su un platano in boulevard Saint-Germain, a Parigi, vicino al celebre museo d’Orsay e al ministero della Transizione ecologica.

«Gli alberi sono esseri viventi come noi, ci danno ossigeno, tagliarli è da pazzi. Ci preoccupiamo dei roghi in Amazzonia ed è giusto, io intanto faccio quel che posso qui, in Francia» , ha detto.

Ha costruito una capanna in cima all’albero e si muove, come un moderno Tarzan, di albero in albero grazie a un’imbracatura. L’obiettivo è sensibilizzare proprio il ministero della Transizione ecologica.

Grazie a un’intervista fatta dal Corriere della Sera, si è scoperto che Thomas di notte Breil è costretto del resto ad utilizzare delle cuffie, per via del caos delle macchine che sfrecciano sul viale.

L’uomo non ha in programma di scendere. «Io qui ci resto anche tutta la vita, non c’è problema, a meno che non rinunceranno a tagliare quei 25 alberi a Condom, nel Gers».

Brail è riuscito già a salvare sette platani nel suo villaggio a Mazamet, poi un’altra ventina a Moissac, sempre nel Sud, e a fine agosto ha deciso di portare la battaglia a Parigi, davanti alle finestre della ministra Elisabeth Borne.

«Nei villaggi e nelle città di tutta la Francia continuano a tagliare magnifici alberi vecchi anche di 200 anni per i motivi più diversi, per costruire palazzi o modificare le strade, ma è vietato dalla legge. Chiedo solo che il governo faccia rispettare l’articolo L350, che protegge le piante in città e lungo le vie di comunicazione. Non si possono abbattere, è proibito. Tutto qui», ha spiegato.

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