Facebook sospende decine di migliaia di app dopo Cambridge Analytica

Le applicazioni sospese sono associate a circa 400 sviluppatori

Facebook ha rivelato di di aver «sospeso decine di migliaia di applicazioni» in conseguenza del cambio delle sue regole sulla privacy. Il popolare social network ricapitola le sospensioni delle app sulla sua piattaforma dopo le revisioni delle pratiche sui dati personali messe in campo a seguito dello scandalo di Cambridge Analytica: il report in un post sul blog Facebook Newsroom datato 20 settembre.

Il processo di revisione era stato avviato nel 2018, dopo che venne reso noto che la società di consulenza politica con sede a Londra avrebbe raccolto, catalogato e utilizzato per i propri scopi i dati di milioni di utenti Facebook. Il social network, per modificare i propri parametri ha coinvolto avvocati, investigatori esterni, data scientist, ingegneri, specialisti delle politiche e altre figure professionali.

Le sospensioni «non sono necessariamente indicative del fatto che queste app rappresentavano una minaccia per le persone», si legge sulla dichiarazione del vicepresidente delle partnership Ime Archibong pubblicata su Newsroom. Archibog spiega che alcuni clienti «non hanno risposto alla richiesta di informazioni».

«La nostra indagine sugli sviluppatori di app – spiega ancora Archibong – non è affatto terminata. Ma finora ci sono progressi significativi da segnalare. A oggi questa indagine ha riguardato milioni di app. Di questi, decine di migliaia sono stati sospesi per una serie di motivi mentre continuiamo a indagare».

Le applicazioni che sono state sospese «sono associate a circa 400 sviluppatori. Ciò non indica necessariamente che queste app rappresentavano una minaccia per le persone. Molti – chiarisce il vicepresidente delle partnership – non erano in vita ma erano ancora nella fase di test quando li abbiamo sospesi. Non è insolito per gli sviluppatori disporre di più app di test che non vengono mai implementate. E in molti casi, gli sviluppatori non hanno risposto alla nostra richiesta di informazioni, quindi li abbiamo sospesi, onorando il nostro impegno ad agire».

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