Terremoto Pd: gli ex renziani difendono Renzi dall’attacco di Orlando

L’ex segretario Dem replica: «Dire che la Leopolda e il Papeete siano sullo stesso piano è l’errore degli ultimi anni, se la prendono con il Matteo sbagliato». Solidarietà dai Dem Parrini, Malpezzi e Morani

Dopo le parole del numero due del Pd, Andrea Orlando, verso Matteo Renzi e i suoi ‘ultimatum’ la reazione dell’ex segretario Dem non si è fatta attendere. «Dire che la Leopolda e il Papeete siano sullo stesso piano è l’errore degli ultimi anni, se la prendono con il Matteo sbagliato» ha replicato dallo studio televisivo di Lucia Annunziata.

Ma poco dopo, sono stati gli esponenti Pd un tempo vicinissimi a Renzi a difendere il fondatore di Italia Viva, pur non avendo aderito al suo nuovo progetto politico. Il senatore Dem Dario Parrini (toscano e autore del libro ‘Un’agenda per Renzi’ alle primarie 2013) si è rivolto ai colleghi di partito: «Vorrei dire ad Andrea Orlando che il paragone col Pepeete non ha alcun fondamento. Cerchiamo di ricordarci tutti che il nostro avversario non è Renzi. I nostri avversari sono Salvini e la Meloni».

E poi quasi a scusarsi, ha comunicato che quest’anno non parteciperà alla Leopolda, la kermesse dei renziani: «Io quest’anno non andrò, perché sarà il luogo di fondazione di un partito diverso dal mio e la cui nascita ho giudicato un grave errore. Ma ci sono stato sempre negli anni scorsi».

La sottosegretaria Simona Malpezzi, che aveva raccontato recentemente la sofferenza vissuta per la scissione, ha detto: «La Leopolda non è il Papeete (con tutto il rispetto per chi ci va in vacanza). La Leopolda è sempre stata luogo di elaborazione politica aperta. E se quest’anno non ci andrò è perché ora è convention di un nuovo partito che non è il mio. Dico solamente al vicesegretario Orlando che anche quella storia va rispettata. Insieme al pluralismo del Pd che io continuo a difendere strenuamente. E di cui lui dovrebbe farsi garante».

Insomma per gli ex renziani rimasti nel Pd l’associazione Papeete-Leopolda è inaccetabile. Anche per la sottosegretaria Alessia Morani, che sul profilo twitter ha proprio in evidenza il filmato di Matteo Salvini vicino alla consolle sulla spiaggia di Milano Marittima durante l’Inno di Mameli.

L’ex presidente Pd Matteo Orfini, capo corrente dei giovani turchi (immortalato però nel 2015 durante una partita alla playstation con Renzi in attesa dei risultati elettorali delle Regionali) ha invitato il suo partito a occuparsi di temi: «Prima della scissione nel Pd si litigava su Renzi. Dopo la scissione si litiga con Renzi. Non mi pare una strategia geniale. Se invece chiarissimo i punti della nostra agenda? Ne dico due io: Ius Culturae e abrogazione decreti sicurezza nei prossimi 100 giorni. Vedrete che funziona».

Ma è proprio sull’agenda di governo che il fondatore di Italia Viva sta pungolando la maggioranza (di cui fa parte): dall’Iva al taglio del cuneo fiscale, dal bonus famiglia alla scuola. Sono solo alcuni dei temi su cui i consigli di Renzi ai Dem si fanno sempre più insidiosi. La Leopolda inizierà il 18 ottobre e fino a quella data, l’ex segretario Pd proverà a portare nel suo nuovo partito altri parlamentari.

A difendere il vice-segretario Dem Orlando è stato invece Marco Sarracino, che siede nella Direzione Nazionale Pd: «Dispiace constatare l’alto tasso di strumentalizzazione di alcuni dirigenti e membri del governo nei confronti delle affermazioni di Andrea Orlando».

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