In ginocchio davanti alla tomba del Duce: licenziato il portavoce dell’assessora piemontese

E lui si difende così: «Non sono un fascista. Ho pubblicato sempre foto irriverenti, citazioni scomode, la mia è provocazione intellettuale»

Si chiama Andrea Lorusso, 28 anni, l’ex portavoce dell’assessora regionale Chiara Caucino (leghista, che al consiglio regionale del Piemonte ha le deleghe a welfare, famiglia e bambini), licenziato poche ore fa come riportato da Repubblica.

Il giovane su Facebook ha pubblicato aforismi mussoliniani e si è ritratto in ginocchio davanti alla tomba del Duce a Predappio. E, sotto la foto, la didascalia: «Io non ho tradito».

Una “passione”, quella per il fascismo, che sta creando problemi non pochi problemi nella giunta di centrodestra guidata da Alberto Cirio.

I post incriminati

«La donna deve obbedire, parole e pensieri di Benito Mussolini: nel nostro Stato essa non deve contare», questo uno dei post incriminati (che non compaiono più sul suo profilo, ndr). Tra le foto pubblicate anche quelle con Armando Siri e Matteo Salvini.

Qui alcuni esempi:

Con Matteo Salvini | profilo Facebook Andrea Lorusso
Fonte: Gianvito Pontrandolfo | screenshot dall’account Fb di Andrea Lorusso
Fonte: Gianvito Pontrandolfo | screenshot dall’account Fb di Andrea Lorusso
Fonte: Andrea Lorusso | Twitter
Fonte: Andrea Lorusso | Twitter
Fonte: Andrea Lorusso | Twitter

L’assessora Caucino si è subito dissociata. Immediata la replica di Ludovica Cioria, segretaria torinese dei Giovani democratici: «Assessora, non deve offendersi con noi, deve offendersi per le affermazioni del suo addetto stampa e prenderne immediatamente e pubblicamente le distanze, come assessore, come donna, come politica. Non c’è molto da girarci attorno».

Come si difende l’ex portavoce

«Non sono un fascista, forse la mia colpa è di non essere stato nello schieramento degli anti-. Mi mortifica il massacro mediatico a cui sono stato sottoposto, i commenti velenosi e le congetture. Ho pubblicato sempre foto irriverenti, citazioni scomode, la mia è pura e semplice provocazione intellettuale, un andare controcorrente. Addirittura ho letto un post che non avevo la più pallida idea nemmeno di avere condiviso, del 13 Marzo 2010. Una citazione di Mussolini sullo stato delle donne durante il Ventennio. Non è un pensiero che mi appartiene. E mi sento anche ridicolo a doverlo specificare. Goliardate da ragazzo, in un Paese che pensavo civile e democratico» è la replica di Andrea Lorusso.

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