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Etna, il vulcano torna a eruttare cenere. Chiusa una parte dello spazio aereo

11 Ottobre 2019 - 17:57 Redazione
epa07252618 A handout photo made available by NASA on 29 December 2018 shows an image acquired by the Visible Infrared Imaging Radiometer Suite (VIIRS) on board the joint NASA/NOAA Suomi National Polar-orbiting Partnership (SNPP) satellite of stratovolcano Mount Etna spewing volcanic ash over the east coast of Sicily Island, southern Italy, 28 December 2018. A 4.8 magnitude earthquake that hit on 26 December 2018 following an eruption of Mount Etna, Europe's biggest and most active volcano, damaged several buildings, leaving 28 people injured and some 600 others homeless in villages in the province of Catania.  EPA/NASA/Worldview HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY
Stefano Branca, vulcanologo e direttore dell'Ingv di Catania, ha spiegato: «Si tratta di un'attività intermittente che rientra nella norma»
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Dalle 6.30 di questa mattina l’Etna è tornato a sbuffare cenere, il materiale lavico viene portato dal vento verso Sud. E sono iniziati i problemi anche con i voli. L’Unità di crisi della Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, ha scelto di disporre la chiusura di una parte di un settore dello spazio aereo. L’arrivo dei velivoli è stato limitato a quattro veicoli all’ora mentre non ci sono limitazioni per le partenze, che comunque potranno subire ritardi e disagi.

Stefano Branca, vulcanologo e direttore dell’Ingv di Catania, ha spiegato all’agenzia giornalistica Agi che non si tratta di un fenomeno nuovo, ma l’ennesima dimostrazione di un’attività che è ricominciata già da diverso tempo: «Le emissioni di cenere del vulcano Etna fanno parte di un’attività esplosiva che non è iniziata oggi ma a metà settembre. Sono discontinue, alcuni giorni ci sono e altri no, quindi la chiusura dello spazio aereo è una procedura precauzionale che deriva da una decisione dell’Enac dopo che quotidianamente vengono forniti i dati».

Branca invita chi vive nei pressi del vulcano e chi sta seguendo la vicenda a non preoccuparsi: «Le eruzioni di questi giorni le definirei ‘classiche’ per l’Etna. Non è la prima volta che capita, mi ricordo che la chiusura dello spazio aereo c’è stata anche l’1 e il 5 ottobre. Si tratta di un’attività intermittente che comunque ripeto rientra nella norma». E ancora: «Non c’è, inoltre, alcun pericolo per gli abitanti della zona, perché tutto si svolge in cima al vulcano a un’altezza di 3.300 metri, dove quindi non c’è nessuno».

Foto di copertina: Ansa | L’Etna visto durante le eruzione del dicembre 2018

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