Siria, così il governo ha negato l’aiuto ai curdi: l’accusa del Giornale

«Non abbiamo avuto il coraggio politico, militare e umanitario di dispiegare le nostre forze sul territorio siriano» ha spiegato una fonte al quotidiano

L’Italia – secondo Il Giornale, che lancia accuse ben precise – avrebbe avuto tutto il tempo per aiutare i curdi, scongiurando l’offensiva di Erdogan, se solo avesse voluto.

Cosa è successo

A inizio anno infatti, spiega lo storico inviato di guerra della testata, Fausto Biloslavo, gli americani avrebbero chiesto al governo italiano «una forza di interposizione davanti al confine turco da dispiegare in territorio siriano». L’obiettivo sarebbe stato duplice: da una parte rassicurare i turchi, dall’altra proteggere i curdi. Da Roma, però, nessuno avrebbe «preso in considerazione la proposta» degli Usa.

«Non abbiamo avuto il coraggio politico, militare e umanitario di dispiegare le nostre forze sul territorio siriano. Se l’avessimo fatto, i turchi non avrebbero mai attaccato» dice una fonte al Giornale. L’Italia, dunque, avrebbe preferito non intervenire rifiutandosi di «abolire» la limitazione «imposta fin dai tempi del governo Renzi, e mantenuta da Gentiloni, sull’assoluto divieto alle nostre forze di operare in Siria».

Operazione cuscinetto

E non è finita qui: gli americani avrebbero chiesto al nostro Paese, nel periodo tra il vecchio e il nuovo governo, «una missione ridotta di addestramento delle guardie curde delle prigioni dove sono detenuti i terroristi dell’Isis».

La risposta di Roma? «Hanno preso tempo» e poi quello che è successo dopo è sotto gli occhi di tutti: Erdogan che attacca i curdi in Siria. «Gli americani puntavano su di noi perché siamo ben visti dai curdi ma abbiamo buoni rapporti anche con la Turchia e la Russia» ha concluso la fonte.

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