Le professioni (vecchie e nuove) più richieste dagli universitari: quanti posti ci saranno fino al 2026 – Lo studio

Dal digital hr al legal tech. Sempre più giovani sono diretti verso percorsi di studio che guardano alla tecnologia e all’innovazione

In un mondo del lavoro in continua trasformazione, guidato dalle logiche di una società sempre più digitale e sempre meno analogica, sono sempre più le nuove professioni e i modi di lavoro.

A percepire il cambiamento in questa direzione sono prima di tutto gli universitari che nella scelta della laurea sembrano preferire percorsi di formazioni che guardano alla tecnologia e all’innovazione.

Questo è il quadro che emerge da un recente studio dell’Università Niccolò Cusano, «I 7 lavori più ricercati del 2020», che sottolinea come le nuove professioni digitali tirino in ballo quasi 3 milioni di posti di lavoro.

Un mondo del lavoro digitale

Al primo post c’è la figura del Data Scientist. Gestire il flusso di big data ed estrapolare informazioni rivelanti per il business. Sono queste le caratteristiche di una professione ricercata da sempre più universitari amanti di linguaggi di programmazione e algoritmi.

Al secondo posto troviamo il “Digital HR”, evoluzione del tradizionale settore delle risorse umane. Con l’avvento di LinkedIn o Facebook, è sempre più frequente la ricerca di potenziali candidati su queste piattaforme. Un beneficio in termini di costi e di tempo e che permette al candidato di svolgere il lavoro anche da remoto. Si pensi che in dieci anni il 90% delle grandi imprese italiane ha adottato forme di smart working e soltanto nel 2019 gli smart workers sono aumentati del 15%.

Un approccio sostenibile al lavoro che vede l’Europa primeggiare per investimenti anche nei settori dell’ambiente del social con una spesa che è rispettivamente di 12 e 14,1 miliardi di dollari nel triennio 2016-18.

Sostenibilità e smart working

Al terzo posto si piazza la professione del Legal Tech. Per chi sceglie un percorso in Giurisprudenza o Ingegneria, così come un master in Data Protection, il consulente legale diventa figura professionale chiave per le questioni di privacy online, dalla reputazione all’etica del web. Soltanto per il 2019 l’impatto del digital negli studi legali è stato del 10%.

In ambito ambientale e di sviluppo sostenibile è emersa negli ultimi anni la figura dell’Energy Manager con compiti che vanno dall’individuazione degli sprechi alimentari alla definizione di investimenti sostenibili, dal miglioramento della redditività aziendale alla riduzione dei costi e dei rifiuti prodotti. Secondo un recente rapporto di Confindustria, attualmente in Italia c’è tanta richiesta: 1,6 milioni di posti di lavoro.

Quasi in fondo alla classifica tra le professioni più richieste dai giovani italiani c’è l’Operation Manager, ovvero colui incaricato dei processi aziendali e del loro efficientamento. Una figura chiave perché oggi il 27% delle aziende ha tra le priorità la riduzione dei costi e l’aumento della produttività.

App, Software e marketing digitale

Al sesto posto c’è il Software & App developer che ha il compito di realizzare l’infrastruttura web o software per un applicativo. Anche in questo caso la disponibilità di posti di lavoro è di circa 1,2 milioni.

All’ultimo posto troviamo il più tradizionale “Digital Marketing specialist”: progetta e sviluppa strategie di marketing e comunicazione online. Terreno assai fertile se pensiamo che sono circa 33,5 milioni gli italiani a connettersi almeno una volta al giorno a internet.

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