Russiagate, Conte al Copasir: i cinque dubbi che non ha mai chiarito

Poco dopo le 15 è iniziata l’audizione del presidente del Consiglio su due incontri, da lui autorizzati, avvenuti ad agosto e settembre tra il ministro Usa Barr e i vertici dei Servizi italiani

È uno dei giorni più delicati e rischiosi per il premier Giuseppe Conte, arrivato da poco al Copasir, il Comitato parlamentare per i servizi, dove riferisce sui due incontri tenuti dal ministro della Giustizia Usa, William Barr, con i vertici dei Servizi italiani ad agosto e settembre scorso. Il premier ha chiesto al presidente del Copasir, il leghista Raffaele Volpi, di voler concludere l’audizione entro un’ora e mezza. Una richiesta fatta per via informale che per cortesia istituzionale sarà anche accolta, ma che fa già pensare quanto Conte voglia chiudere la pratica nel modo più breve possibile.


Due appuntamenti in piena crisi di governo, che il presidente del Consiglio ha autorizzato e sarà questo uno dei punti che dovrà necessariamente chiarire al Copasir. Barr indaga per conto della Casa Bianca in una controinchiesta sulle origini del Russiagate, a caccia di informazioni sulle attività all’estero in particolare dell’Fbi. Con alla base un sospetto, cioè che lo scandalo scoppiato contro Donald Trump sarebbe stato organizzato dai Democratici per complicare l’elezione dell’attuale presidente degli Stati Uniti. Il tutto con la complicità dei Servizi europei, compresi ipoteticamente anche quelli italiani sotto i governi di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni.

Alla vigilia dell’audizione, Conte ha mantenuto il silenzio sul contenuto del suo intervento. La linea prevedibile del premier sarà spiegare che quei due incontri non sono stati altro che uno scambio di informazioni tra due Paesi alleati, quali sono Italia e Stati Uniti. Ma finora Conte non ha ancora risposto ad alcune domande, già sollevate da Open a inizio ottobre.

I dubbi da chiarire

Il primo quesito al quale il premier dovrà rispondere sarà perché ha autorizzato un incontro tra un esponente dell’amministrazione di Trump e i vertici degli 007 italiani. E poi, chi ha chiesto quegli incontri? I Servizi italiani hanno fornito al ministro americano informazioni top secret? Perché tra i due incontri il premier non ha mai informato l’omologo italiano di Barr, il ministro Alfonso Bonafede, né il Quirinale e né il Copasir? E infine, che collegamenti ci sono, se ci sono, tra le due visite di Barr e il più recente incontro tra il segretario di Stato Usa Mike Pompeo e Conte, con il quale il premier ha confermato l’intenzione dell’Italia di acquistare 90 aerei F-35 proprio dagli americani?

Video di Francesca Martelli

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