Conte ribalta il Russiagate su Salvini, il senatore leghista nel Copasir: «Premier accecato dall’odio»

I leghisti del Copasir attaccano il premier e difendono Salvini dalle spallate di Conte

«Un premier irresponsabile, completamente accecato dall’odio contro Salvini, che per difendere se stesso mette in pericolo la sicurezza nazionale». A dirlo è il senatore della Lega Paolo Arrigoni, membro del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica).

Arrigoni ha parlato dopo l’audizione del premier Giuseppe Conte in merito alla vicenda del Russiagate “all’italiana”, durante la quale il premier ha fornito informazioni in merito agli incontri in Italia tra il ministro della giustizia statunitense William Barr e il capo dei Servizi Segreti italiani Gennaro Vecchione.

«La seduta del Copasir di ieri non è mai intervenuta sul presunto scandalo russo che coinvolgerebbe Salvini – ha continuato Arrigoni – anche perché c’è un’indagine della magistratura in corso. Sorprendono le dichiarazioni del premier, che mettono in imbarazzo la diplomazia italiana e gli alleati americani rivelando notizie delicate e che meriterebbero la dovuta riservatezza».

Anche Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir, si è espresso questa mattina 24 ottobre ai microfoni di Radio anch’io: «Il presidente Conte ha ritenuto di ricostruire la vicenda, lo ha ritenuto opportuno, ha detto, per portare serenità agli organi di sicurezza».

Come Arrigoni, Urso non risparmia critiche al premier in merito alla sua scelta di indire una conferenza stampa e attaccare Salvini: «Quello che a me appare strano è che nella stessa conferenza, in cui avrebbe dovuto portare serenità, ha ritenuto di attaccare il ministro degli interni del suo precedente Governo per attività svolte quando era ministro. Non mi sembra questo il modo migliore per portare la serenità. Il presidente del Consiglio Conte ha ritenuto di fare una conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo la sua audizione al Copasir. In questi 16 mesi, in questa legislatura in cui io faccio parte del Copasir, non è mai accaduto».

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