Il pensionato disabile vessato in Puglia: «In paese mi insultano perché sono gay»

Un caso che ricorda quello di Manduria dove un 66enne è morto dopo aver subito a lungo le angherie di una baby gang

«Molti in paese mi insultano perché sono omosessuale», a parlare è il 61enne pensionato di Sava (Taranto), affetto da disagio psichico, che è stato oggetto di estorsioni, vessazioni e rapine per diversi anni da parte di 18 giovani, di cui 8 minorenni, arrestati ieri dai carabinieri. Ora la vittima si trova in una struttura protetta.

Ai militari, che lo hanno interrogato dopo un incendio divampato nel giugno scorso all’interno della sua abitazione, ha raccontato dell’incubo vissuto per molto tempo. «Da un po’ di tempo a questa parte – ha rivelato il pensionato – subisco continue richieste di denaro da parte di alcuni ragazzi del luogo, circa una ventina. Mi spiego meglio. Sono una persona molto fragile e quindi questi giovani si approfittano di me. Vengono a trovarmi a casa, anche in gruppi, e mi chiedono continuamente soldi».

Non un benestante: l’uomo, che ha una pensione di 515 euro, arrotondava raccogliendo rifiuti da privati e attività commerciali da portare poi all’isola ecologica, in cambio di piccole somme di denaro.

Le richieste di soldi – ha raccontato il pensionato – «sono diventate sempre più insistenti e sono stato costretto a dar loro denaro perché, se non lo avessi fatto, mi avrebbero picchiato, inoltre hanno minacciato di incendiarmi casa o il mio Ape Piaggio». Il 61enne ha ammesso di aver pagato «per paura». «Mi rendo conto – ha detto agli investigatori – di non stare proprio bene perché vivo da solo e non ho una famiglia».

Il caso di Sava è simile a quello di Antonio Stano a Manduria, il 66enne deceduto dopo aver subito a lungo aggressioni e violenze da diversi gruppi di ragazzi, che condividevano le angherie con video diffusi nei gruppi Whatsapp.

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