Ossessione Mes, il fondo Salva-Stati che divide il governo. Gualtieri accusa l’opposizione: «Usate fake news. Preoccupazioni infondate»

Da due anni si discute di questa riforma. Il ministro dell’Economia respinge l’ipotesi dell’opposizione, secondo cui si va verso uno svuotamento dei poteri della Commissione europea

Terzo piano di Palazzo Madama: il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (Pd) arriva per spiegare la riforma del fondo Salva-Stati (Mes) che da settimane vede contrapposto il Movimento 5 Stelle agli altri partiti di maggioranza. Entra in aula insieme al presidente della commissione Finanze Alberto Bagnai, il senatore leghista che forse è il principale avversario del Mes. Matteo Salvini ha già sfidato il presidente del Consiglio Conte a un dibattito televisivo sul tema: ma, per ora, si è candidato Gualtieri.

Il ministro dem, che fino a poco fa faceva l’eurodeputato, parte all’attacco: «La riforma del Mes è stata approvata all’Eurogruppo dello scorso giugno», quindi è stata «concordata» dal governo M5s-Lega. L’audizione di Gualtieri mischia elementi tecnici a bordate politiche. Ricorda che il Mes è in vigore e l’Italia lo ha sottoscritto nel 2012: «Stiamo discutendo del Mes o della riforma del Mes?» chiede esprimendo «stupore e divertimento» per le polemiche delle ultime settimane.

I senatori del Movimento 5 Stelle usano toni apocalittici. Il leghista Bagnai chiede: «Secondo lei i Paesi non hanno espresso riserve in parlamento sul tema? Quindi nemmeno Finlandia ed Estonia?». E poi ribadisce il suo giudizio negativo sul Mes. A chi fa notare che la contrarietà alla riforma del fondo Salva-Stati proviene direttamente dall’alleato di governo Luigi Di Maio, il ministro replica: «Discuterò con lui dei dettagli del trattato. Sono fiducioso che avremo una posizione comune». Questa sera il capo politico M5s vedrà i suoi parlamentari: all’ordine del giorno c’è proprio questo tema.

Le critiche arrivate alla riforma del fondo Salva-Stati che l’Italia si appresta a votare non sono arrivate solo dall’opposizione e dal M5s, ma anche dall’Abi (associazione bancaria italiana). Nella replica, Gualtieri accusa il senatore Adolfo Urso (Fratelli d’Italia) di usare delle fake news e «avere manipolato, nel suo intervento, una frase di Maria Cannata (ex responsabile della gestione del debito pubblico del Tesoro, ndr.) e del governatore Visco».

Cinque cose che ha detto Gualtieri in audizione al Senato:

  • «Questa riforma del Mes non è significativa, non modifica nulla di sostanziale se non l’introduzione del backstop».
  • «Avere il backstop è meglio che non averlo. La nuova funzione del Mes, quella di backstop per l’Unione Bancaria, è stata chiesta da Italia, Francia e altri Paesi».
  • «Noi non vogliamo che il Mes interferisca nelle procedure di risoluzione, ma il Mes aggiunge risorse per rimpinguare le casse del fondo di risoluzione».
  • «Il Mes dovrà collaborare con Commissione Ue e Bce. La ripartizione dei ruoli è stata decisa a dicembre 2018 e all’epoca nessuno lo trovò sconvolgente. La decisione ultima resta all’Eurogruppo: chi decide se si dà un programma di aiuti (a un Paese, ndr.) o no sono sempre gli Stati Membri. Questa riforma del Mes non riduce i poteri della Commissione europea».
  • «La riforma del trattato istitutivo del meccanismo europeo di stabilità non introduce una ristrutturazione automatica del debito».

In copertina il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha partecipato con il Premier, Giuseppe Conte, all’incontro a Palazzo Chigi con una delegazione dell’Anci guidata dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, Roma, 27 novembre 2019. ANSA/Filippo Attili/Ufficio stampa Palazzo Chigi

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