Roma, «n*** di m…»: 17enne vittima di insulti razzisti durante una partita di Basket

«Quando sono nel traffico e dico a una signora “zoc…”, non intendo tutte le donne in generale», si è giustificato l’allenatore della squadra avversaria

Un altro caso di razzismo, l’ennesimo sui campi da gioco italiani. Questa volta è successo a Roma. La vittima è un giovane originario delle Costa d’Avorio che durante la gara tra l’Esquilino basket e la Fortitudo basket è stato apostrofato ripetutamente dall’avversario: «n*** di m…».

Il 17enne è stato adottato da una coppia di professionisti romani nel 2007, come riporta Repubblica Roma. «Mio figlio è stato ripetutamente insultato durante il gioco – denuncia Luisa Corazza, avvocato e mamma
del ragazzo – in un clima che è andato ben oltre l’agonismo sportivo o la competizione».

«È stato vittima di ripetute frasi razziste e l’arbitro non ha fatto nulla – denuncia la madre – se non alla fine sospendendo dal gioco per un fallo sia mio figlio che l’avversario. Lo sport dovrebbe educare, formare l’integrazione».

«Non è tollerabile – sottolinea – che in un campo da gioco si assistano a insulti tanto gravi e che nessuno intervenga. La responsabilità è anche dell’allenatore della squadra avversaria che non ha ripreso il suo giocatore».

Una situazione spiacevole che a fine a gara sarebbe stata minimizzata dall’allenatore avversario. Alla richiesta di alcuni genitori di chiedere al suo giocatore di scusarsi, l’allenatore avrebbe risposto: «Quando sono nel traffico e dico a una signora “zoc…”, non intendo tutte le donne in generale».

La madre segnalerà ora il fatto alla Federazione italiana pallacanestro: «Per mio figlio e per tutti quei ragazzi che, come lui, sono vittime di discriminazioni razziali. Sono decisa ad andare fino in fondo e a segnalare quanto avvenuto durante la partita sul campo di basket». Colpevole anche l’arbitro che ha deciso di non interrompere la gara. Uno sbaglio, forse in buona fede, per cui si è scusato a fine partita.

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