Coronavirus, anche Apple in fuga dalla Cina: negozi e uffici chiusi fino al 9 febbraio

Nel Paese, uno dei mercati chiave per l’azienda americana, rimarranno aperti soltanto gli online stores

Tutti gli Apple store in Cina chiuderanno per una settimana circa, fino al 9 febbraio. Inizialmente la casa di Cupertino aveva deciso di chiudere un solo negozio in Cina e di ridurre l’orario di apertura degli altri punti vendita ma con l’acuirsi dell’epidemia del nuovo Coronavirus, ha deciso di adottare una misura più radicale in quello che è uno dei suoi mercati chiave.


«I nostri pensieri vanno alle persone più direttamente colpite dal coronavirus e a quelle che lavorano senza sosta per contenerlo», si legge nella nota ufficiale con cui l’azienda ha annunciato la chiusura dei suoi negozi. Chiuderanno anche gli offici societari e i «contact centers», ma rimarranno aperti gli online store.

I precedenti

L’Apple non è la prima compagnia a chiudere i propri negozi in Cina a causa del coronavirus. Il 30 gennaio Ikea ha deciso di chiudere in via temporanea tutti i suoi 30 store in Cina dopo averne chiuso soltanto una parte inizialmente.

Anche la il produttore giapponese di automobili, Toyota, ha sospeso tutte le attività nei propri stabilimenti. Un’altra compagnia simbolo del capitalismo americano, Starbucks, il 29 gennaio aveva annunciato la chiusura di metà dei suoi punti vendita in Cina.

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