Nella Chinatown di Milano al tempo del coronavirus: «Insulti, ristoranti semideserti e mascherine introvabili» – Il video

Prenotazioni annullate, italiani che evitano i cinesi sul treno, la corsa all’acquisto delle mascherine (introvabili) ma anche insulti e disinformazione. Siamo andati nel quartiere animato dalla comunità cinese di Milano

Siamo andati nella Chinatown milanese. Lì dove si respira un’aria quasi surreale tra commercianti che si chiudono nel silenzio, che si trincerano dietro un «non parlo italiano» e che non vogliono affrontare l’argomento “Coronavirus“. Un’emergenza che li ha travolti improvvisamente e che sta avendo pesanti ripercussioni sulla loro comunità. Non solo a Milano.

Open | La Chinatown milanese

Un’epidemia, partita da Wuhan, che è arrivata anche in Italia, dove si registrano i primi due casi e che ha scatenato una vera e propria psicosi da coronavirus. C’è chi non frequenta più i ristoranti cinesi, chi prova ad evitare ogni contatto, chi corre a comprare mascherine per proteggersi dal virus, chi addirittura «non si siede accanto ai cinesi sul treno». Una situazione che rischia di degenerare creando un allarme sociale del tutto ingiustificato.

Ristoranti semi-deserti

Open | Nell’immagine due ragazze italiane in un ristorante cinese

Un allarmismo che sta avendo pesanti ripercussioni sulle attività cinesi. Prima di tutto sui ristoranti che hanno registrato «un -50% del fatturato con diverse disdette di prenotazioni». «Se la gente continua a non venire nei nostri locali, rischiamo di chiudere e in molti perderanno il posto di lavoro», ha spiegato a Open Francesco Wu, consigliere di Confcommercio e referente per l’imprenditoria straniera. «Il lavoro è calato, si sta diffondendo la psicosi da coronavirus», ci spiega una commerciante di via Paolo Sarpi, nel cuore della Chinatown di Milano.

Insulti

Open | Nell’immagine Francesco Wu, consigliere di Confcommercio per gli imprenditori stranieri

Paure che sono sfociate anche in insulti, come ci spiega (e come documenta) Francesco Wu: «Così si rischia di tirare fuori la parte peggiore dell’Italia. C’è chi viene insultato, con “Cinese di merda, torna al tuo paese e non ci contagiare” fino a una mia amica che non è riuscita a prendere il taxi». In un video, postato sui social dello stesso Wu, si sente un uomo insultare, a Firenze, due turisti cinesi: «Schifosi, sudici, andate a tossire a casa vostra, ci infettate tutto. Pezzi di m***a».

Mascherine ormai introvabili

Open | Le mascherine vanno a ruba

Significativo è il dato fornito dalle due farmacie presenti nella Chinatown milanese: mascherine terminate già da giorni. Bisognerà attendere ancora un po’ per averle, nonostante le pressanti richieste dei clienti italiani, impauriti dal coronavirus. «La comunità cinese, invece, compra le mascherine per spedirle in Cina visto che lì sono tutte esaurite», ci dicono.

Foto e video di Fabio Giuffrida per Open

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