Prescrizione, Renzi non molla: «Così non la votiamo, ma non vale una crisi di governo. Sfiducia a Bonafede? Dipende da lui»

L’ex premier non intende fare alcun passo indietro nello scontro sulla prescrizione. Nel mirino c’è ancora il ministro della Giustizia

Matteo Renzi continua a tenere il punto sulla prescrizione, rilanciando le minacce dirette nei confronti del ministro Alfonso Bonafede che Italia viva minaccia di sfiduciare senza un accordo interno alla maggioranza. Secondo l’ex premier, intervistato ad Agorà su Raitre, «il lodo Conte è incostituzionale, come spiegano gli esperti, e noi saremo conseguenti con l’impegno a non votare questa norma. Non si possono prendere in giro i cittadini e trasformarli in imputati a vita».

L’opzione di una sfiducia mirata su un ministro del proprio governo non sembra ancora tramontata per Italia viva: «La verificheremo in base a quello che farà il ministro – ha ribadito Renzi – Nelle coalizione si fa un accodo tutti insieme e certo non sono io che sto cambiando posizione». La sfiducia di un ministro per buona parte della maggioranza significa rimettere in discussione l’intero governo, che Renzi invita a discutere di «cose serie».

Per lui la battaglia sulla prescrizione non può valere un prezzo così alto da far cadere l’esecutivo: «Per me no. Lo dica a Bonafede». Certo le minacce di staccare la spina da parte di Italia viva ci sono tutte, come quelle di ieri sera della ministra Teresa Bellanova, che per Renzi «ha sempre ragione. Noi saremo conseguenti con il nostro impegno di non votare questa norma. Ed a chi dice Renzi farà l’accordo per due poltrone, dico le poltrone tenetevele, noi ci teniamo i principi e gli ideali».

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