Coronavirus, la Diamond Princess non può attraccare: aumentano i casi a bordo della nave

Mentre il rischio contagio sulla crociera resta alto, gli Stati Uniti sono riusciti a far evacuare dalla nave 380 cittadini americani

Posticipato l’attracco della Diamond Princess: la nave da crociera bloccata al largo, nella baia di Yokohama, non potrà attraccare su suolo giapponese prima del 21 febbraio. Ad annunciarlo, la presidente della compagnia navale Jan Swartz in una lettera che il capitano ha letto ai passeggeri. Una notizia accolta con sconforto a bordo: le persone, bloccate per settimane lontano dalla terraferma, contavano di sbarcare finalmente il 19 febbraio.


Niente da fare: gli sbarchi inizieranno due giorni dopo e proseguiranno per oltre 24 ore. Il ritardo sarebbe dovuto all’impossibilità di terminare tutti i test necessari entro la data stabilita in precedenza. Solo le persone più anziane a bordo e ai cittadini statunitensi è stato consentito lo sbarco anticipato: il governo americano ha infatti deciso di evacuare i suoi cittadini in quarantena sulla nave offrendo a circa 380 persone la possibilità di salire su due voli in partenza dal Giappone agli Stati Uniti domenica 16 febbraio.

A bordo

Continua a peggiorare, intanto, la situazione a bordo della nave: sabato 16 febbraio sono stati accertati altri 67 casi di contagio da Coronavirus sulla nave da crociera. Agli aggiornamenti quotidiani forniti dal ministro della Salute nipponico Katsunobu Kato, si aggiunge anche quello delle autorità sanitarie metropolitane di Tokyo, secondo cui nella capitale ci sono altri 8 casi confermati di infezione.

In copertina EPA/Franck Robichon | La Diamond Princess al porto di Yokohama, Giappone, 6 febbraio 2020

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