Coronavirus: la serie A gioca regolarmente, ma non si esclude alcuno scenario

Riparte il massimo campionato. Ma, in tempi di epidemie, si naviga a vista

La serie A gioca regolarmente domani, con tutte le precauzioni e i paletti imposti dai decreti fin qui approvati in risposta all’epidemia di Coronavirus. Qualcosa, però, potrebbe ancora cambiare nelle prossime ore. Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora sta rilanciando la possibilità di offrire il calcio ‘in chiaro’ per assicurare una situazione di svago. Le controparti finora hanno risposto sempre picche.

Intanto, mentre l’Aic ha chiesto di bloccare il campionato per bocca del suo presidente, Damiano Tommasi, risuonano anche le parole del presidente Federale, Gabriele Gravina: ‘C’è bisogno di realismo – ha detto il numero 1 della Figc alla Rai -. Se qualche giocatore dovesse risultare positivo adotteremo tutti i provvedimenti del caso. Non possiamo neanche escludere la sospensione del campionato’.

Al momento nessun calciatore di massima serie è risultato positivo. Dunque, domani, si gioca regolarmente. Ma qualora (e ci si augura vivamente di no) dovesse cambiare qualcosa, quale sarebbe lo scenario? L’eventuale sospensione del campionato potrebbe congelare tutto: lo scudetto, in pratica, non verrebbe assegnato. E le squadre sarebbero iscritte alle prossime competizioni europee in base alla classifica maturata all’ultima giornata di torneo disputata da tutte le partecipanti. In tal caso si tratterebbe della 24esima giornata (l’ordine sarebbe Juve, Lazio, Inter, Atalanta, Roma, Verona).

Solo una volta la serie A è stata oggetto di sospensione, nel 1914-1915. tempo di prima Guerra Mondiale. Il campionato, che allora era diviso tra Nord e Sud, fu sospeso prima della finalissima Genoa-Lazio. La finale non si disputò mai e il titolo fu assegnato d’ufficio ai liguri per una sorta di manifesta superiorità tecnica del team. Nel 73-74′, con Napoli colpita dal tremendo colera, si optò per la prosecuzione del torneo: vinse la Lazio.

Foto di copertina Ansa

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