Coronavirus. L’appello del medico di base bergamasco: «Donateci le mascherine e chiudetevi in casa! Aiutateci a lavorare!»

«Non chiamateci eroi! Aiutateci ad aiutarvi facendoci lavorare nelle condizioni giuste!»

Il Dott. Massimiliano Bellisario, medico di famiglia e fondatore della pagina Facebook Chi ha paura del buio?, si trova in questi giorni in prima linea nell’affrontare l’emergenza coronavirus dal suo ambulatorio ad Alzano Lombardo, il paese della bergamasca dove sarebbe esploso il focolaio dopo Codogno. Massimiliano pubblica un video appello, rivolto a tutti i cittadini, una richiesta di aiuto da parte dei medici di famiglia: «Donateci le mascherine e il gel disinfettante».

Racconta le difficoltà, le paure di un marito e padre che deve affrontare ogni giorno centinaia di pazienti che presentano o meno i sintomi di Covid-19, alcuni dei quali visita e poi non vede più tornare. Mancano le protezioni, ne sono carenti e riconoscono di non essere stati addestrati ad usare alcune di queste.

Certo, ci sono i tutorial online per imparare le basi su come usare le protezioni, ma poi c’è il problema del monouso: non avendone a sufficienza sono costretti a inventarsi qualcosa, ad esempio sovrapponendo la mascherina chirurgica a quella FFP3 per poter riutilizzare quest’ultima. La situazione è tragica, perché in questo modo rischiano il contagio. Le mascherine chirurgiche servono, ma non ci sono e sono finite. Ecco, dunque, l’appello di Massimiliano ai cittadini italiani:

Care persone che siete a casa che avete fatto incetta di mascherine, voi che dovete stare chiusi in casa e non dovete uscire, prendetele e fate una autocertificazione dove dite di andare a donare le mascherine al vostro medico di famiglia o negli ospedali. Voi dovete stare chiusi in casa, non vi servono le mascherine e il gel per le mani! Donatele! Abbiamo bisogno di questo! Abbiamo bisogno di presidi! Certo, non fatelo in massa, organizzatevi.

Non è l’unico appello che lancia il dottore bergamasco, lo ripete spesso:

Chiudetevi in casa! Se tutti si chiudessero in casa, senza uscire, senza neanche andare al lavoro, senza a fare la spesa, come in carcere chiusi due settimane… il virus si ferma! Perché continuate ad uscire?

Massimiliano non vuole essere definito «eroe», e su questo esprime una riflessione e una ulteriore richiesta ai cittadini:

È bello che ci state ringraziando per il nostro impegno, per tutto quello che stiamo facendo, ma non siamo eroi. Stiamo facendo il nostro lavoro, abbiamo scelto di curare le persone. Siamo gli stessi di un anno fa, la categoria lavorativa più denunciata in Italia, quella che viene insultata e minacciata nei pronti soccorso, quella che viene pestata sulle ambulanze quando non arrivano in tempo, quella che si deve chiudere in una stanza quando dei parenti stanno devastando un pronto soccorso. Ecco, quando tutto sarà finito ricordatevi che noi ci siamo sempre stati e ci saremo sempre e che probabilmente non ci meritiamo il comportamento che ci riservate. Non chiamateci eroi, ma aiutateci ad aiutarvi facendoci lavorare nelle condizioni di non stress. Solo questo.

Nota per chi ha visto il video, pubblicata dallo stesso Dott. Bellisario nel suo post Facebook: «Cambio i guanti ad ogni visita ed ho registrato il video dopo la chiusura dell’ambulatorio: quelli che indosso, e coi quali mi tocco il naso, sono guanti puliti che avevo indossato pochi minuti prima. So che non ci si deve toccare il viso ma potete immaginare lo stress a cui siamo sottoposti e la tensione del registrare un video in queste condizioni. Ricordatevi di lavare sempre le mani prima e dopo aver indossato i guanti».

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