Coronavirus, si allarga l’inchiesta sulle Rsa: perquisizioni della guardia di Finanza al Don Gnocchi di Milano

Sale a 22 il numero delle strutture finite nell’inchiesta, si indaga anche «sulla violazione delle norme per la tutela della salute dei lavoratori»

Si allarga l’inchiesta sulle Rsa in territorio Lombardo. Dopo le perquisizioni al Pio Albergo Trivulzio – che ha fatto partire l’indagine e dove sono morti 143 anziani dopo lo scoppio dell’emergenza Coronavirus – e nella Regione Lombardia, gli agenti della guardia di finanza sono entrati anche nell’Istituto Don Carlo Gnocchi di Milano, dove si indaga sulla morte di circa 140 anziani. Gli agenti stanno acquisendo in queste ore cartelle cliniche, comunicazioni informatiche, documenti.

La Guardia di Finanza cerca anche la corrispondenza tra la struttura e gli uffici regionali, ordini e disposizioni al personale sanitario e cartelle degli ingressi dei pazienti, per capire quanti e quali pazienti sono stati trasferiti nella struttura dopo la nota delibera regionale dell’8 marzo, che chiedeva in sostanza alle Rsa lombarde di aprire le porte ai malati di Covid per limitare la pressione sugli ospedali.

Nell’indagine sul Don Gnocchi sono indagati per epidemia e omicidio colposi il direttore generale Antonio Dennis Troisi, il direttore sanitario Federica Tartarone e Fabrizio Giunco, direttore dei servizi medici socio-sanitari. Indagato anche Papa Wall Ndiaye, presidente della Ampast, cooperativa di cui fanno parte i lavoratori della struttura, alcuni dei quali sono stati sospesi proprio per aver portato alla luce presunte inadempienze.

In merito, l’azienda ha dichiarato «di aver legittimamente esercitato il proprio diritto contrattuale di “non gradimento” nei confronti della cooperativa Ampast perché quei lavoratori a mezzo stampa e televisione, avevano espresso giudizi gravi e calunniosi».

Intanto sale a 22 il numero delle strutture finite nell’inchiesta sulle Rsa. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, i pm stanno indagando anche «sulla violazione delle norme per la tutela della salute dei lavoratori», in quanto ammalarsi sul posto di lavoro rappresenta un infortunio che doveva essere evitato. Ieri, invece, sono stati sentiti in videoconferenza i primi testimoni, lavoratori di Rsa e familiari di pazienti deceduti.

Non solo in Lombardia

Salgono a 16 gli anziani, ospitati nella Rsa ‘La Fontanella’ di Soleto, in Salento, morti dopo essere risultati positivi al Coronavirus. Nella residenza, da fine marzo commissariata dalla Asl, erano risultati positivi quasi tutti gli anziani ricoverati e molti operatori sanitari in servizio, tra cui la direttrice.

Ieri, 20 aprile, il presidente dell’associazione che raccoglie le Rsa pugliesi (Assoap), Fabio Margiglio, ha lanciato un appello ai familiari per riportare a casa gli anziani ospitati dalle Rsa pugliesi. «Non possiamo resistere così a lungo, venite a riprendervi i vostri cari, se potete, riportateli nelle vostre case, abbiate cura personalmente di loro. Non abbiamo le armi per difenderci, non le ha nessuno e se qualcuno le ha a noi non le danno», scrive Margiglio in una lettera.

Il parere degli esperti:

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