Coronavirus, in spiaggia questa estate? Secondo Rezza è possibile: «Prima regola sarà la distanza sociale»

Rezza avverte però quanto sia ancora troppo presto per fare una vera previsione sulle prossime vacanze estive, almeno finché la curva dei contagi non cali davvero

L’estate potrebbe essere salva. Tutti in spiaggia con ombrelloni e asciugamano a una sola condizione: che la situazione epidemiologica da Coronavirus non subisca un peggioramento. Se si «confermasse l’attuale trend di miglioramento, allora ci si augura che gli italiani possano andare in vacanza, ma in questo caso si potrebbe andare in spiaggia ed al mare solo rispettando scrupolosamente il distanziamento sociale», ha spiegato il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità Gianni Rezza che, nel frattempo, invita comunque alla prudenza: «Per parlare di vacanze è ancora un po’ presto – afferma – ed è necessaria cautela».


In spiaggia, quindi, «il problema maggiore sarà rappresentato proprio dal rispetto del distanziamento sociale. Se andremo al mare, come speriamo, sarà quindi essenziale il distanziamento appunto perché il virus continuerà a circolare. Ci vorranno dunque più controlli e vanno pensate modalità di sicurezza, dal numero di ombrelloni a distanza nei lidi, ad esempio, allo scaglionamento delle presenze», dice Rezza.

Già ieri, la sindaca di Riccione Renata Tosi aveva dichiarato in un’intervista al Resto del Carlino che è intenzionata a riaprire la riviera romagnola, con o senza Coronavirus, a partire dal mese di giugno, in tempo per la stagione estiva. sulle spiagge saranno contingentati gli ingressi per evitare assembramenti e verranno introdotte nuove misure di distanziamento. Rezza è poi tornato sul tema Covid-acqua marina, tranquillizzando i cittadini e spiegando che non esiste correlazione tra l’una e l’altra cosa.

Quindi sì a un’ipotetica vita da spiaggia, ma rispettando sempre la regola ferrea: evitare gli assembramenti. La questione tuttavia è «complessa – precisa l’esperto – e va anche valutato il peso degli spostamenti delle persone da una zona all’altra per raggiungere eventualmente le località di mare e di vacanza. Cruciale resta insomma l’andamento della curva dei contagi a seconda delle aree e andranno fatte opportune valutazioni».

Il parere degli esperti:

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