Coronavirus, i numeri in chiaro. Il virologo Maga: «L’epidemia è in regressione, ma il numero dei morti rimane elevato»

Secondo il direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, se il trend si mantiene costante, entro giugno dovremmo arrivare ad azzerare i contagi giornalieri

In Italia oggi sono morte 323 persone per il Coronavirus, mentre il numero dei contagi giornalieri oscilla sempre intorno ai 2mila. Secondo Giovanni Maga, virologo e direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, il trend generale è positivo perché sia gli attuali contagiati che i morti sono in calo, anche se quello dei decessi rimane ancora un dato elevato: si mantiene ogni giorno, su base nazionale, intorno ai 300, di cui 100 in Lombardia. In generale però questi due elementi, insieme al calo della pressione sugli ospedali e le terapie intensive, ci permettono di dire che l’epidemia è in regressione.

Se il trend si mantiene costante, nel mese di giugno in tutto il Paese si potrebbe raggiungere l’obiettivo di zero infezioni giornaliere. «Questo non significa che l’epidemia è completamente esaurita – mette in guardia Maga -. Perché ci saranno ancora persone malate negli ospedali o in isolamento domiciliare, così come potrebbero esserci casi non diagnosticati che potrebbero rimettere in circolo il virus».

Per quanto riguarda la Fase 2, per il virologo è giusto che la ripartenza sia cauta. «Per gestire correttamente questa fase è necessaria una presa di responsabilità da parte di noi cittadini, ma anche la capacità del sistema Paese di intercettare nuovi focolai, avviare indagini epidemiologiche e impostare eventuali contromisure». Su questi punti, sostiene il virologo, il governo deve concentrarsi.

Sugli strumenti con cui si potrebbe gestire la ripartenza, per il virologo il tracciamento attraverso l’app può essere una soluzione utile, meno i test sierologici che sono strumenti importanti per un’analisi epidemiologica, ma non devono servire per disporre eventuali “certificazioni” sullo stato immunitario delle persone. In sintesi, dice Maga, scordiamoci la patente d’immunità: «Non c’è ancora e probabilmente mai ci sarà perché nessuno potrà mai garantire che un guarito sia protetto per sempre o lo sia in modo assoluto».

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