Coronavirus, 1 maggio alternativo anche a Taranto: «La paura di contagiare le famiglie che ogni lavoratore prova oggi è la stessa che gli operai ex Ilva provano da sempre»

Non uno streaming ma una piazza virtuale: «Per non confondere l’esibizione in streaming come una possibile alternativa a forme d’arte che trovano la loro autentica espressione nell’incontro fisico con un pubblico»

Anche il 1 maggio alternativo al Concertone di Roma, quello che ormai da qualche anno si tiene al Parco Archeologico delle Mura Greche di Taranto – il Primo Maggio Libero e Pensante, nato per celebrare la festa dei lavoratori nella città che ospita l’ormai ex Ilva e che è da troppo tempo teatro della paradossale lotta tra salute e lavoro – trasloca e cambia pelle a causa del lockdown e dell’epidemia di Coronavirus.

Ma non diventa streaming, come invece successo a tanti altri appuntamenti a causa della serrata Sì – è il ragionamento del comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti insieme ai direttori artistici della manifestazione, Michele Riondino, Roy Paci e Diodato – la tecnologia, i social, internet sono stati preziosissimi in questi due mesi di lockdown. Per le relazioni, gli affetti, la lotta alla solitudine. Per lavorare, per studiare. Ma tutto questo – è il ragionamento – «non può costituire un’alternativa rispetto alla possibilità di incontro fisico ed emotivo che l’Uno maggio ha rappresentato fin dalla sua nascita».

«La scelta rispecchia tra l’altro quanto in questi giorni moltissimi lavoratori del settore dello spettacolo dal vivo, dagli artisti alle maestranze, duramente colpiti dall’emergenza coronavirus, hanno sottolineato rispetto alla necessità di non confondere l’esibizione in streaming come una possibile alternativa a forme d’arte che trovano la loro autentica espressione nell’incontro fisico con un pubblico», dice il comitato.

Roy Paci in streaming nel corso della conferenza stampa per la presentazione del 1 maggoo Taranto

La piazza virtuale

Non uno streaming ma una piazza virtuale sulla pagina Facebook e su tutti gli altri profili social del Comitato, con interventi e proposte concrete di cambiamento da parte di persone, attivisti e associazioni: No Tav, No Tap, No Triv, No Grandi Navi, Fuori dal Fossile, Rete Stop Biocidio, Casa delle donne Lucha y Siesta, Associazione Bianca Guidetti Serra, Comitato Salute e Vita Salerno, Fridays for Future, A Sud Onlus, Comitato Donne di Manfredonia, Mamme NoPfas, Non Una di Meno Napoli,  Insurgencia Napoli, Ende Gelände (Movimento tedesco di disobbedienza civile per la giustizia climatica e l’abbandono del fossile in Europa). Interverranno inoltre Andrea Segre, Chef Rubio, Cosimo Argentina.

Il culmine della giornata sarà il docufilm “Liberi e pensanti – uno maggio Taranto” prodotto da Pulse Films in collaborazione con Indiana Production e realizzato da Giorgio Testi, Francesco Zippel e Fabrizio Fichera che andrà in onda su La 7 come spin off di Propaganda Live.

Protagonista è la città di Taranto raccontata dagli stessi attivisti del comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti insieme a Diodato, Michele Riondino e Roy Paci. Con interventi artistici di attori e musicisti tra cui Elio Germano, Carolina Crescentini, Zerocalcare, Ghemon, Vinicio Capossela, Piero Pelù, Brunori Sas, Samuel, Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo, Niccolò Fabi, Negramaro, Elisa, Coma_Cose, Mama Marjas, Gabriella Martinelli, Fabio Rondanini.

La contrapposizione tra lavoro e salute

«La contrapposizione che il mondo sta vivendo tra salute e produzione/lavoro è una piaga che da decenni coinvolge e dilania il territorio tarantino e questo uno maggio sarà l’occasione per condividere la testimonianza di lotta e le riflessioni raccolte in questi anni», dicono dal Comitato. 

«È ora ancora più evidente la fragilità del sistema economico-produttivo e delle vite che da esso dipendono. La paura di contagiare le proprie famiglie, che ogni lavoratore prova oggi tornando a casa dal lavoro, è la stessa paura che gli operai ex Ilva provano da sempre. Il non rassegnarsi a rinunciare alla salute pur di non perdere il lavoro, battaglia che ha caratterizzato da sempre il comitato, diventa oggi una battaglia più che mai condivisa con tutti. Perché abbiamo a cuore la salute di tutti, il razzismo ambientale non ci è mai appartenuto».  

In copertina Christian Mantuano / OneShot | Ilva, Taranto 9 aprile 2015.

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