Fase 2, «Oggi l’Italia torna a camminare»: su Leggo la lettera di Conte agli italiani per il giorno della ripartenza

«Saranno mesi molto duri e complessi, non dobbiamo nasconderlo. Stiamo affrontando la prova più dura dal Dopoguerra», ammette il premier nella lettera che verrà pubblicata domani e che abbiamo letto in anteprima

«Oggi entriamo a pieno regime della Fase 2, ci inoltriamo con fiducia e responsabilità nella strada che ci conduce al ripristino delle ordinarie attività di vita sociale ed economica». Inizia così la lettera di Giuseppe Conte agli italiani, che verrà pubblicata domani, 18 maggio, su Leggo e che abbiamo visionato in anteprima. Nel giorno della ripartenza, il premier ha voluto dedicare un pensiero ai cittadini: «Gli italiani stanno confermando di aver fatto proprio quell’appello alla responsabilità, alla disciplina e al senso civico, che continueranno a essere fondamentali e cruciali anche e soprattutto nelle prossime settimane».

Il premier però mette anche in guardia: «La strada è ancora lunga e non dovremo mai abbassare la guardia. Proteggeremo noi stessi e i nostri cari, rispettando le regole di precauzione e di sicurezza che sono ormai note a tutti». Poi il presidente del Consiglio elenca il piano della ripartenza: «Da oggi si potrà uscire di casa senza alcuna autocertificazione e circolare liberamente all’interno della propria regione. Potremo tornare a incontrare gli amici, andare al mare, in montagna, al lago, leggere un libro in un parco. Ovviamente sempre nel rispetto delle regole sulle distanze di sicurezza e sulle protezioni individuali».

Conte ammette: «Ci sono persone però che in queste settimane sono rimaste senza lavoro e senza uno stipendio, commercianti che rischiano di chiudere. Saranno mesi molto duri e complessi, non dobbiamo nasconderlo. Stiamo affrontando la prova più dura dal Dopoguerra». Il premier parla del decreto rilancio perché «il governo sta facendo l’impossibile per venire incontro in tempi ancora più rapidi alle esigenze di tutti». «Siamo vicini anche ai nostri giovani che sono alle prese con la precarietà e l’assenza ci un lavoro, difficoltà acuite da questa emergenza», scrive il premier.

«Sappiamo che gli ultimi decreti legge non potranno essere la soluzione per tutti i problemi economici e sociali che stiamo vivendo», dice Conte. Ma assicura: «Il governo non è sordo alle tante difficoltà che i cittadini stanno vivendo e intende affrontarle, assumendosi le proprie responsabilità. Tornare alla normalità è un po’ come imparare di nuovo a camminare». «Un passo alla volta, con prudenza e attenzione, in modo da evitare di cadere e tornare indietro. L’Italia tornerà a correre», conclude Conte.

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