La chiamano movida. Multe fino a 3mila euro per fermare gli assembramenti all’ora dell’aperitivo

Più controlli, multe e nuovi poteri ai sindaci. A causare la nuova stretta del Viminale sarebbero state le foto circolate di giovani che fanno l’aperitivo senza mascherina

Nella Fase 2 delle riaperture di negozi, bar, ristoranti e degli incontri non solo tra congiunti, il distanziamento fisico era affidato al “buonsenso”. Era, perché tre giorni dopo l’entrata in vigore del decreto che consentiva la libertà di movimento all’interno della propria regione è scattato un piano del Viminale per evitare gli assembramenti nelle piazze e in tutti i luoghi “d’aperitivo”, e con essi il rischio di far aumentare nuovamente i contagi da Coronavirus.


Cosa rischiano i locali e i cittadini che non rinunciano “alla movida”

A partire dalle 6 del pomeriggio, chi andrà a fare un aperitivo, a bere un caffè o semplicemente a gironzolare per un quartiere noto per i suoi bar e ristoranti lo farà in compagnia di più numerose pattuglie dei carabinieri, finanzieri e polizia locale che, fino a qualche giorno fa, erano impegnate a verificare le autocertificazioni.

Più controlli dunque: è questo in sintesi il primo risultato delle due circolari del capo di gabinetto del ministero dell’Interno, Matteo Piantedosi, e del prefetto Franco Gabrielli inviate rispettivamente ai prefetti e ai questori, per ricordare la necessità di evitare, a tutti costi, la creazione di assembramenti nelle città.

Più controlli, ma anche più multe: nel caso in cui non dovessero essere rispettate le distanze di sicurezza scatteranno delle multe, da 400 a 3.000 euro. Più severe ancora le misure previste per i gestori di bar e ristoranti, che, nel caso non dovessero far rispettare i divieti ai loro clienti, rischiano anche la sospensione temporanea della licenza.

Come scrive il Corriere della Sera, a causare tutto ciò sarebbero state «le immagini di giovani con il bicchiere in mano che stazionano all’aperto o fuori dal bar come se nulla fosse». Immagini che hanno fatto presa anche sui Sindaci a cui saranno affidati nuovi poteri per bloccare “la movida”, ovvero la chiusura temporanea di aree pubbliche o aperte al pubblico in persistono gli assembramenti.

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