Ascesa e declino di Giulio Gallera, dalla candidatura a sindaco di Milano a gaffeur dall’incerto futuro

La curva della notarietà dell’assessore alla Sanità, come quella relativa ai contagi, pare abbia raggiunto la fase discendente. E uno stop alla sua eccessiva visibilità potrebbe essere arrivato direttamente da Matteo Salvini

Addio sogni di gloria. La candidatura a sindaco di Milano, la non impossibile vittoria contro Giuseppe Sala e poi, chissà. Sono passate soltanto poche settimane ma in queste poche settimane Giulio Gallera, colto da tale e tanta improvvisa celebrità da non dover neppure menzionare che è l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, ha sperperato un patrimonio politico passando di gaffe in gaffe. E ora, lasciamo stare le velleità di correre per il Comune, ma anche la sua poltrona in assessorato scricchiola.

Quando all’improvviso è comparso sugli schermi di tutte le televisioni nazionali un uomo brizzolato che snocciolava i dati del Coronavirus in Lombardia, tutto sembrava rientrare nella norma. L’assessore alla Sanità che spiega ai cittadini come si evolve l’epidemia nella regione più colpita di Italia: Giulio Gallera, appunto.

Eppure c’erano già i segnali che quella comunicazione quotidiana avesse un secondo fine, infiocchettata per raggiungere più persone possibile, concentrata tanto sulla viralità e poco sul contenuto. E per viralità, ovviamente, si intende la diffusione su ogni piattaforma del volto dell’assessore.

Il palco di Lombardia Notizie

Quello che sembrerebbe un sito di notizie istituzionali, Lombardia Notizie Online, si trasforma nello studio di registrazione per gli appuntamenti pomeridiani con Gallera e il resto della giunta. Il countdown alle dirette Facebook che non iniziano mai in orario, i post che annunciano le apparizioni degli ospiti nelle live come se fosse un talent show, le lettere di bambini lombardi colme di ringraziamenti alla Regione e lette a favore di telecamera.

È un circo mediatico perfetto e Gallera, come anche altri politici in tutta Italia, è riuscito a cavalcare la visibilità data dal Covid e diventare il punto di riferimento di chi, con ansia, attende i bollettini giornalieri. Un format da centinaia di migliaia di visualizzazioni e ripreso da giornali e televisioni di tutto il Paese.

C’è stata persino un’evoluzione nelle specifiche tecniche e stilistiche: grafiche in sovrimpressione più rifinite, una sigla che anticipa l’ingresso dell’assessore e degli altri ospiti in stile telegiornale e un’esaltazione della giunta che parte dal governatore Attilio Fontana e, a pioggia, si propaga fino all’ultimo medico di base. Categoria lasciata, però, senza dispositivi di protezione individuale sufficienti. Tuttavia, mai un mea culpa sull’ordinanza che autorizzava all’ingresso dei malati Covid nelle Rsa, mai un tentennamento sulla situazione della Sanità lombarda.

Le pagine Facebook che si sono moltiplicate nelle ultime settimane a sostegno dell’assessore Giulio Gallera

Il boom sui social

E all’inizio tutto ciò ha funzionato. Sono nate fanpage sui social network per spingere l’assessore Gallera, ma il vero colpo è stato tentato a fine marzo. «Sono milanese, sono stato vent’anni al Comune, conosco ogni via della mia città e ne sono innamorato. Mi sono sposato qui, ho due figli al liceo, se servirà candidarmi, non mi tirerò indietro». In vista delle elezioni comunali a Milano nel 2021, Beppe Sala è avvertito. La troppa esposizione mediatica, però, è un boomerang che impiega poco tempo a tornare indietro.

Invitato in televisione e onnipresente sui social, Gallera inizia a incappare nelle prime gaffe. Quando, ad esempio, la conduttrice di Agorà Serena Bordone gli ricorda in diretta che avrebbero potuto istituire la zona rossa ad Alzano e Nembro, comuni bergamaschi particolarmente colpiti dall’epidemia, in un primo momento l’assessore risponde che sarebbe stata responsabilità del governo.

Poi, nel collegamento del giorno seguente, ammette: «Avremmo potuto farla noi – la zona rossa, ndr -, ho approfondito l’indicazione che lei mi ha dato ieri». Non una dimenticanza qualunque per chi è chiamato a rispondere a un’emergenza di queste dimensioni.

Giulio Gallera durante una diretta Facebook su Lombardia Notizie

Gallera inizia ad affidarsi a metafore a metà tra un film di guerra e una catastrofe naturale per descrivere la situazione nella sua regione: «tsunami», «incendio», «onda d’urto», «bomba atomica». Nonostante i morti siano tantissimi, negli appuntamenti quotidiani riesce a trovare sempre uno spiraglio di ottimismo, un segnale di uscita dalla crisi.

Non adesso, già da marzo. A chi lo critica per gli assembramenti alla presentazione dell’ospedale in Fiera, Gallera risponde addentrandosi in spiegazioni fuor di logica: «La distanza è fondamentale per non essere contagiati, ma quando abbiamo tutti la mascherina, siamo protetti e non è necessario essere ad un metro e mezzo di distanza».

L’assessore è appagato dalla visibilità, senza rendersi conto che la situazione si è fatta scivolosa. Arriva a vantarsi che Facebook abbia riconosciuto il lavoro di Lombardia Notizie Online premiandola con la spunta blu: «Abbiamo ottenuto il bollino blu da parte di Facebook – dice -. Grazie a questo modo nuovo di fare informazione, fortemente apprezzato dai cittadini, anche Facebook ci ha riconosciuto il bollino che certifica l’unicità, la competenza e l’interesse della pagina di Lombardia Notizie Online». L’ha detto davvero.

Il declino dell’assessore, ad ogni modo, si consuma con una lenta, ma percepibile rarefazione delle comparsate televisive. Anche agli appuntamenti quotidiani organizzati proprio da Lombardia Notizie Online, quasi un organo di propaganda, Gallera si presenta sempre meno. Forse la sua eccessiva presenza mediatica sta infastidendo qualcuno.

L’errore fatale, però, è quello della penultima settimana di maggio, in cui Gallera, sempre live sui social, prova a spiegare cosa significhi che in Lombardia si sia raggiunto il valore dello 0,51 per l’indice R0: «0,51 vuol dire che per infettare me bisogna trovare due persone nello stesso momento infette, e questo vuol dire che non è così semplice trovare allo stesso tempo due persone contagiose per infettare me». La gaffe è così clamorosa da non poter essere nascosta.

Il fuoco incrociato di critiche, adesso, appare inarrestabile: la richiesta di dimissioni avanzata dal Pd a inizio maggio torna a essere materia di discussione nei corridoi della Regione. Sul web parte un flash mob digitale, organizzato dalle associazioni I sentinelli di Milano, Arci Milano, Milano2030, Medicina Democratica e Casa Comune, per chiedere il commissariamento della Sanità di Regione Lombardia.

Gallera se la prende con i giornalisti che, a suo dire, avrebbero montato il caso: «Capisco benissimo che ci siano blog fatti da pseudo-giornalisti in cerca di visibilità e anche eurodeputati in crisi di notorietà e di visibilità che fino a pochi mesi fa erano al centro del dibattito politico cittadino con pagine sui giornali che oggi sono un po’ nell’oscurità e cercano tutte le occasioni perché un riflettore accenda le luci su di loro».

Un colpo di coda che però non serve a placare gli animi nella sua stessa maggioranza politica. Matteo Salvini avrebbe partecipato a un vertice con il suo partito al palazzo della Regione, lunedì 25 maggio, durante il quale avrebbe invitato a ricalibrare la comunicazione della giunta di Attilio Fontana. Tra le righe, potrebbe essere una richiesta di ridimensionare l’esposizione mediatica di Gallera.

E se anche l’ex ministro Danilo Toninelli, che di gaffe ne ha fatte tante, scrive in un post: «Spiegazione delirante di Gallera sul contagio», forse è il momento che l’assessore ammetta a se stesso che qualcosa nella gestione dell’emergenza non ha funzionato. Almeno sul fronte comunicativo.

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