Zangrillo: «Ho rispetto per i morti, ma anche per la verità. Ecco perché il Coronavirus è clinicamente inesistente» – L’intervista

«Gli scienziati – spiega a Open Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano, direttore della terapia intensiva – non sono solo coloro che albergano nel comitato tecnico-scientifico. E gli italiani vanno trattati con buonsenso, basta terrorismo mediatico»

«Io non mi rimangio nulla di quello che ho detto. Lo ribadisco: il Coronavirus, dal punto di vista clinico, non esiste più ma non ho mai detto che il virus è inesistente. La verità è che non arrivano malati gravi da 40 giorni: il Covid-19, dunque, ha una carica virale quantitativamente inferiore rispetto a quella osservata due mesi fa nei tamponi. Questo significa che siamo davanti a pazienti con sintomi lievi o asintomatici che non necessitano di cure in ospedale. Poi, se c’è qualcuno che si adombra perché dico quello che non dovrei dire, non è un problema mio». A parlare a Open è Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano, direttore della terapia intensiva.


«Gli scienziati non sono solo nel comitato tecnico-scientifico»

Il caso nasce dalle sue parole a Mezz’ora (Rai 3): «Un mese fa sentivamo gli epidemiologi dire di temere una nuova ondata per la fine del mese/inizio di giugno e chissà quanti posti di terapia intensiva ci sarebbero stati da occupare. In realtà il virus, dal punto di vista clinico, non esiste più». E così la polemica con il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, e con tutto il comitato tecnico-scientifico, è servita.

«Gli scienziati – spiega a Open – non sono solo coloro che albergano nel comitato tecnico-scientifico, non è la battaglia tra il povero clinico di paese e l’alto scienziato del comitato tecnico-scientifico. Io parlo da professore universitario che ha vissuto due mesi in ospedale, senza mai abbandonare i malati e vedendone morire un sacco. Ho rispetto per chi non c’è più e per i loro familiari ma gli italiani devono sapere la verità piuttosto che sapere che oggi ci sono 40 casi in più e che i decessi registrati oggi non sono altro che quelli ricoverati in terapia intensiva da due mesi».

«Io parlo con le evidenze cliniche e scientifiche alla mano (si riferisce allo studio del professore Massimo Clementi, direttore dell’Istituto di virologia del San Raffale, ndr). Rispondo con quello che osservo e non da solo. Con me ci sono tutti i colleghi che da tre mesi gestiscono questa vicenda», spiega il professor Zangrillo.

«Trattiamo gli italiani con buonsenso»

«Gli italiani vanno trattati con buonsenso, non ho detto che devono togliersi la mascherina o che possono fare assembramenti, ubriacarsi e “fottersene”. Ho detto che se riusciamo ad adottare norme di buon senso, probabilmente, debelleremo definitivamente il Covid-19. Nessuno può dire se il virus tornerà a settembre o ottobre, qualcuno forse non vede l’ora», continua.

«Basta terrorismo mediatico»

Adesso, però, «basta terrorismo mediatico, dobbiamo basarci sulla realtà»: «Il popolo italiano è fatto di persone mature che hanno dimostrato di credere a quello che ci è stato detto. Si sono chiusi in casa, ora dobbiamo dire loro “comportatevi con buonsenso, se avete la febbre state a casa, contattate il medico in presenza di sintomi”. Insomma, proteggi te stesso e gli altri».

Foto in copertina di Mourad Balti Touati per Ansa

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