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Michelle Obama sulla morte di George Floyd: «Molti di noi crescono imparando che con il razzismo bisogna venire a patti»

01 Giugno 2020 - 11:11 Valerio Berra
epa08056730 Former US first lady Michelle Obama (C) smiles as she meets wiith Vietnamese students in Can Giuoc district, Long An province, Vietnam 09 December 2019. Michelle Obama and Jenna Bush Hager, daughter of former US president George W. Bush, were joined by Julia Roberts in Vietnam to promote girls' education, ahead of their visit to Malaysia for the Obama Foundation's Leaders: Asia-Pacific Program conference.  EPA/STR
L'ex first lady non ha ricordato solo Floyd ma anche le altre vittime di omicidi a sfondo razzista
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Michelle Obama si schiera a favore delle proteste per la morte di George Floyd. O meglio. Si schiera a favore della battaglia contro il razzismo, visto che è difficile associarsi alla violenza che sta nascendo dalle proteste che si stanno diffondendo negli Stati Uniti. Con un post su Facebook l’ex first lady ricorda non solo George Floyd, ma anche Breonna Taylor la donna di 26 anni uccisa a marzo dalla polizia di Lousiville e Ahmaud Marquez Arbery l’uomo di 25 anni ucciso a marzo mentre faceva jogging.

Tutti e due afroamericani. Esattamente come gli altri nomi che ricorda Michelle Obama: Eric, Sandra e Michael. L’ex first lady spiega che il razzismo è qualcosa che non può più esistere negli Stati Uniti: «Molti di noi crescono imparando che il concetto di razza e il razzismo sono cose con cui bisogna semplicemente scendere a patti».

Prima di pubblicare i ritratti delle vittime disegnate dal pittore Nikkolas Smith, Michelle spiega che per sradicare il razzismo dal Paese occorre l’impegno di tutti, non importa di che etnia siano: «Prego perché noi possiamo avere tutti il coraggio di fare questo cammino, prego per la anime e per le famiglie di chi è stato portato via».

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