George Floyd, ancora proteste negli Usa. Per il legale della famiglia è omicidio premeditato. Folla in piazza anche a Londra

In diverse città è stato proclamato il coprifuoco, mentre molti Stati hanno mobilitato la Guardia nazionale. Trump attacca il sindaco di Minneapolis

Non si fermano, per il quinto giorno di fila, le proteste negli Stati Uniti per la morte di George Floyd che hanno “contagiato” almeno trenta città. In circa 25 città, tra cui Los Angeles, Atlanta e Philadelphia, è stato proclamato il coprifuoco. Tra queste c’è anche Beverly Hills in California, dove un fiumana di gente ha sfilato per le strade della città durante una manifestazione pacifica. A Jacksonville, in Florida, un agente è stato pugnalato al collo durante le proteste. Si trova in ospedale. Secondo quanto dichiarato dallo sceriffo di Jacksonville Mike Williams, citato dalla Cnn.

Non tutte le proteste sono state pacifiche e vari Stati hanno mobilitato la Guardia nazionale. A Indianapolis sono state ferite da colpi di pistola almeno tre persone, una è morta nelle proteste, secondo quanto riporta la Cnn. In molte città ci sono stati momenti di tensione: a Philadelphia almeno 13 agenti sono rimasti feriti.

A Minneapolis la polizia ha caricato i manifestanti. Tafferugli davanti alla Casa Bianca a Washington, dove per il secondo giorno di fila si sono radunati i dimostranti, gli agenti hanno usato spray urticante per disperdere la folla.

AFP/Apu Gomes | L’artista Celos realizza un murale a Los Angeles, 30 maggio 2020

Dall’inizio delle proteste circa 1400 persone sono state arrestate in 17 città degli Stati Uniti, lo riportano i media Usa, citando dati dell’agenzia Ap. Ieri, 30 maggio, a Oakland è stato ucciso un agente, a Detroit un giovane di 19 anni.

Il legale della famiglia: «È omicidio premeditato»

L’uccisione di George Floyd è stata un «omicidio premeditato»: lo ha detto alla Cbs Benjamin Crump, avvocato della famiglia, che non è d’accordo con l’accusa di omicidio colposo per l’agente Derek Chauvin. «Pensiamo che avesse l’intenzione di farlo. Ha tenuto per quasi nove minuti il suo ginocchio sul collo di un uomo che implorava di respirare e per quasi tre minuti dopo che aveva perso conoscenza. Non capiamo come non sia un omicidio di primo grado», ha spiegato il legale secondo cui anche gli altri tre agenti coinvolti nell’operazione dovrebbero essere arrestati.

Arrestato (e rilasciato) un altro giornalista

Dopo il caso del giornalista della Cnn arrestato in diretta, anche un suo collega dell’Huffington Post, Chris Mathias, è stato preso in custodia dalla polizia e poi rilasciato mentre seguiva per le proteste contro il razzismo a New York City. Lo riferisce la stessa testata.

EPA/Cristobal Herrera | La manifestazione di Miami, Florida, USA, 30 maggio 2020.

In un video la polizia investe manifestanti a Ny

La polizia di New York sta indagando su un video che mostra una camionetta della stessa polizia mentre investe una folla di manifestanti. Lo riferisce la Cnn.

Il video, pubblicato su Twitter, mostra l’auto di fronte a un gruppo di persone che lanciano oggetti contro il veicolo, davanti al quale c’era una barricata. La macchina sembra quindi voler rovesciare la barricata, investendo i manifestanti. Il sindaco Bill de Blasio ha dichiarato che l’incidente è sotto inchiesta, ma ha sottolineato che gli ufficiali potrebbero non aver avuto altra scelta.

La polizia di New York ha arrestato 345 persone nella notte tra sabato e domenica durante le proteste. Nei disordini 33 agenti sono rimasti feriti – alcuni in modo grave ma nessun in pericolo di vita – e 47 mezzi della polizia sono stati danneggiati o distrutti. Lo riferisce Abc.

Si temono infiltrati

Sono in molti – tra cui lo stesso presidente Donald Trump, il suo attorney general Willam Barr e il governatore dem del Minnesota Tim Walz – ad affermare che tra i manifestanti ci sono infiltrati. Anarchici e suprematisti bianchi che agirebbero con lo scopo di portare il disordine negli Usa. Nessuno finora ha fornito prove chiare. «Il caos che ancora regna in città non ha più nulla a che vedere con la morte di George Floyd. Gente venuta da fuori sta solo usando il suo nome. Minneapolis e la sua gemella, St. Paul, sono sotto l’attacco di persone estranee ai nostri valori. L’80% dei rivoltosi più facinorosi arriva da fuori», ha detto il governatore del Minnesota.

Trump attacca il sindaco di Minneapolis

Trump ha rilanciato questa tesi, accusando la sinistra radicale. Il presidente ha anche criticato la gestione della vicenda da parte del sindaco di Minneapolis Jacob Frey. «La guardia nazionale è stata mobilitata per svolgere il lavoro che il sindaco democratico non è riuscito a fare», ha twittato il presidente.

Folla a Londra

EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

Le proteste per George Floyd e la sua morte hanno superato i confini. A Berlino, davanti all’ambasciata degli Stati Uniti. E negli ultimi giorni anche a Londra, in centro città, davanti alla National Gallery e non solo «George Floyd, dite il suo nome», dicono le persone in piazza. «I can’t breathe», ripetendo le parole dell’uomo mentre stava morendo schiacciato dal ginocchio del poliziotto Derek Chauvin.

DANIEL LEAL-OLIVAS

Proteste anche a Toronto

E la protesta è arrivata anche a Toronto, in Canada, dove le persone sono scese in strada dopo la morte, mercoledì scorso, di una donna afroamericana, caduta da un balcone del 24esimo piano durante l’intervento della polizia. «Le vite degli afroamericani contano», urlano i manifestanti di Toronto, sulla scia delle proteste scoppiate per la morte di George Floyd.

Foto copertina: proteste a Miami, 30 maggio 2020

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