Proteste in Usa, Trump fa marcia indietro: «Forse l’esercito non sarà necessario»

E sull’omicidio di Floyd: «Penso che qualcosa sia sfuggito di mano agli agenti»

Dopo le dure critiche da parte degli esponenti del Pentagono, Donald Trump sembra adottare toni più concilianti e sull’idea di schierare l’esercito per placare le proteste negli Stati Uniti, arrivate al loro nono giorno, dice che «probabilmente non sarà necessario». «Forse non servirà. Anche se abbiamo il forte potere di farlo. La Guardia nazionale è una consuetudine e abbiamo una Guardia nazionale molto forte», ha detto Trump in un’intervista su Newsmax.

Sull’omicidio di George Floyd ha detto: «È stato un evento terribile che non doveva accadere. Penso che qualcosa sia sfuggito di mano agli agenti». Trump è tornato ad attaccare il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, per la gestione della vicenda: «Piagnucolava invece di intraprendere azioni decisive». E ha accusato di debolezza i sindaci dem in generale. «Abbiamo un approccio molto diverso, io sono law and order, loro no». Per quanto riguarda i diritti degli afroamericani, secondo Trump non hanno mai vissuto in una condizione migliore di quella attuale: «Nessuno ha fatto così tanto per loro, nemmeno Obama, né Bush».

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