Salvini: «Di errori ne ho fatti tanti, ma il leader della destra sono io». Dopo Mattarella? Mano tesa al M5s

Per il segretario della Lega il calo dei consensi è correlato al lockdown: «Viviamo in mezzo alla gente, se chiudi tutto per tre mesi ci abbatti». E sul prossimo presidente della Repubblica è sicuro: «Non lo sceglierà il Pd»

Matteo Salvini di errori ne ha fatti tanti da quando è cominciata l’emergenza sanitaria del Coronavirus, ed è lui stesso ad ammetterlo. Quando nell’intervista a la Repubblica, Carmelo Lopapa gli chiede se non si sia pentito per esempio dei cambi di strategia prima e durante il lockdown e sull’aver insistito ancora sul tema dell’immigrazione, mentre gli italiani erano alle prese con le paure del contagio, Salvini ammette: «Io sono tranquillo. Di errori certo ne faccio anche dieci al giorno, ne commetto come tutti quelli che compiono scelte. Ma resto alla guida del partito che ha 8 punti di vantaggio sul Pd».

Il segretario della Lega non molla la leadership del centrodestra, accantona il governatore del Veneto Luca Zaia, «sarà una risorsa, ma tra cinque anni» e assicura che l’accordo con Fratelli d’Italia e Forza Italia per le elezioni regionali del 20 settembre «è a portata di mano».

La mano tesa al M5s per il dopo-Mattarella

Salvini si dice certo che il prossimo presidente della Repubblica sarà scelto con i voti di tutti meno quelli del Pd, «almeno in cinque si contendono il Colle nei dem, ma possono mettersi l’anima in pace». Quel che non esclude però è un accordo con il M5s per eleggere il prossimo inquilino del Quirinale: «Coi voti di tutti, tranne che del Pd». Ma prima delle votazioni in parlamento per il successore di Sergio Mattarella al Quirinale, c’è una sfida politica più urgente da sbrogliare. Le elezioni per sette Regioni italiane.

Elezioni regionali

In Puglia, in Campania e in Toscana, tuttavia, il centrodestra appare impantanato in cerca di una convergenza sullo stesso candidato. «L’accordo è a portata di mano – assicura Salvini -. Sto lavorando personalmente a un’intesa complessiva. E da leader del primo partito e della coalizione, sono pronto a fare un passo indietro se sarà necessario per trovare una sintesi».

Colpa del Covid

È passato poco più di un anno dal risultato del 34% ottenuto dalla Lega alle elezioni europee. Oggi, quell’incredibile consenso, risulta livellato al ribasso di quasi dieci punti percentuali. «La Lega – si giustifica Salvini – è l’unico movimento politico che vive in mezzo alla gente. Se chiudi le piazze e le fabbriche per tre mesi, alla Lega togli lo spazio vitale. Non a casa dal 4 giugno sono di nuovo in giro e ho fatto 50 incontri».

Zaia scalpita, Salvini frena

Chi invece durante l’emergenza Coronavirus ha visto crescere la propria popolarità è Luca Zaia. Il governatore del Veneto è visto da molti come successore di Salvini alla guida del partito. «Luca mi ha detto che preferisce restare in Veneto – chiosa Salvini – per portare a compimento la sua missione e la riforma autonomista. Tra cinque anni, Luca sarà una risorsa».

Contro l’Europa

Il leader della Lega conclude l’intervista fornendo la sua ricetta per la ripresa economica post pandemia. E lo fa attaccando le istituzioni europee. Se fosse premier, oggi, direbbe «no al Mes e farei emettere buoni del Tesoro: 200 miliardi con garanzia della Bce, senza passare per i ricatti di Svezia, Olanda o Austria. Questi di Bruxelles, invece, venerdì si sono presi un altro mese di tempo per decidere, mentre l’Europa affonda».

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