Cattedre vacanti, Gissi (Cisl scuola): «Abbiamo superato il limite: arriva una carica di 200 mila supplenti»

L’anno della ripartenza per la scuola inizia col piede sbagliato: 85.150 le cattedre vacanti secondo Cisl scuola. Immancabile il ricorso alla supplenza

Nell’anno scolastico 2020-2021, quello della non facile ripartenza e della convivenza con il Coronavirus, saranno 85.150 le cattedre vacanti. A sollevare il problema è stata la Cisl scuola, diffondendo dati che fotografano un peggioramento della situazione rispetto all’anno scorso, quando i posti vuoti erano 64.149. Ventimila in più, quindi, e in un momento che presenta già forti criticità scolastiche e sociali.

Un turnover difficile

«Quella che affronteremo a settembre è una problematica storica che abbiamo fronteggiato negli anni scorsi con un incremento notevole in termini di posti vacanti», ha detto a Open Maddalena Gissi, segretaria di Cisl scuola, spiegando che «ogni anno non si possono coprire tutte le cattedre vacanti, anche perché la pianificazione e la programmazione dei concorsi e delle abilitazioni è molto sottodimensionata. In più abbiamo avuto dei grossi effetti anche dai pensionamenti, alcuni anticipati altri programmati, perché la nostra è una categoria con molto personale anziano: 171mila superano i 62 anni».

«La situazione che si è venuta a creare ora, – ha spiegato Gissi – soffre anche dell’impossibilità dello scorso anno di coprire tutte le cattedre vacanti per mancanza di candidati, nelle graduatorie e nei concorsi, e anche di personale di sostegno visto che i corsi di specializzazione sono partiti in grande ritardo. Quest’anno quindi si associano più fattori. A fronte di un organico con più di 800mila unità, c’è questo numero di cattedre vacanti in crescita».

Il limite delle 200mila supplenze

«Quest’anno i concorsi previsti sono quelli che saranno avviati durante l’anno scolastico, programmati su tre o su due anni per essere realizzati», ha detto Gissi. Nel complesso, quindi, il numero di supplenti «potrebbe addirittura superare le 200mila unità», perché ai posti di ruolo “vacanti” vanno aggiunti i part-time, il sostegno in deroga, i movimenti territoriali e, infine, i malati. Una cifra enorme che già all’inizio di giugno aveva portato a un botta e risposta tra sindacati e ministero dell’Istruzione, con quest’ultimo che stimava, al 30 settembre 2019, il numero di supplenti in 109.195 e prevedeva per l’anno successivo un numero simile o anche minore.

«Il nostro auspicio è che ci sia da parte della ministra Azzolina un interesse a individuare delle soluzioni, non dico alternative, ma più flessibili, – ha proseguito Gissi -. Avevamo, anche con un gruppo di parlamentari di maggioranza, individuato una soluzione: assumiamo il personale che ha lunga esperienza, che almeno ha superato tre anni, lo esaminiamo quest’anno, lo selezioniamo alla fine di un intero anno di servizio e, quindi, in qualche modo troviamo una maniera per coniugare la selezione, la meritocrazia, con il riconoscimento del servizio e dell’esperienza. La ministra non ci ha voluto ascoltare. Quindi ci ritroveremo un concorso che sarà attivato durante l’anno».

Per citare qualche dato Regionale, ha spiegato la segretaria della Cisl Scuola, «nella scuola primaria in Lombardia mancano 2.200 posti sul sostegno, 3.200 sul posto comune. Sono posti che mancheranno al primo di settembre e sui quali andrà il supplente». «Noi abbiamo chiesto un confronto con il ministro quando ci ha presentato le linee guida. Abbiamo ricevuto la bozza due giorni prima della Conferenza Stato-Regioni, ma nient’altro. Abbiamo trovato sui giornali la versione definitiva. L’unica cosa che abbiamo ottenuto, perché l’abbiamo chiesta, è stata un incontro con il coordinamento, il Cts, per il 2 luglio alle 11:00».

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