L’omaggio a Morricone in un murale a Trastevere: il maestro disegnato da Harry Greb con aureola e Oscar – Le immagini

I funerali del Maestro si svolgeranno in forma privata, «nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza»

Nel pieno del centro storico di Roma, a Trastevere, è spuntato un murale per omaggiare il maestro Ennio Morricone, scomparso nella notte tra domenica e lunedì dopo essere rimasto vittima di un incidente nel quale si era fratturato il femore. Aveva 91 anni. L’opera è un ritratto dello street artist Harry Greb e si trova in via delle Fratte, angolo via dei Fienaroli.

Raffigura il compositore mentre fa segno di restare in silenzio. In mano, l’ambita statuetta hollywoodiana, l’Oscar – il musicista, nel corso della sua vita ne ha vinti due: uno nel 2007 alla carriera e uno nel 2016 per la colonna sonora del film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight. Sulla testa di Morricone, un’aureola. Il murale ha suscitato la curiosità di turisti e residenti, tanto da essere più volte fotografato e rimbalzato tra storie Instagram e post Facebook di centinaia di profili social.

OPEN | Il murale comparso a Trastevere

Greb non è nuovo a tributi di questo genere: in passato ha infatti omaggiato artisti come Anna Magnani, Alberto Sordi e Rino Gaetano. Durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, aveva ringraziato i medici e gli infermieri con un disegno apparso sul muro dell’Istituto Lazzaro Spallanzani nella Capitale: la scena rappresentata è tratta dal film Qualcuno volò sul nido del Cuculo. L’abbraccio è tra Jack Nicholson e Will Simpson, rappresentato con guanti e mascherina (nel film non le indossa).

ANSA/ CLAUDIO PERI | Il murale fuori dall’ospedale Spallanzani di Roma

I funerali del Maestro

Dopo la morte, avvenuta nella notte di lunedì 6, la famiglia del maestro ha fatto sapere in una nota che i funerali si svolgeranno in forma privata, «nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza». Fino all’ultimo, racconta l’amico di famiglia Giorgio Assumma, Morricone «ha conservato piena lucidità e grande dignità. Ha salutato l’amata moglie Maria, che lo ha accompagnato con dedizione in ogni istante della sua vita umana e professionale, e gli è stato accanto fino all’estremo respiro. Ha ringraziato i figli e i nipoti, per l’amore e la cura che gli hanno donato. Ha dedicato un commosso ricordo al suo pubblico, dal cui affettuoso sostegno ha sempre tratto la forza della propria creatività».

Prima di morire, è stato proprio Morricone a scrivere di suo pugno il necrologio che sarebbe comparso all’indomani sui principali quotidiani italiani. Nell’incipit, il direttore d’orchestra ha scritto: «Ennio Morricone è morto». È un ultimo saluto scritto in prima persona, nel quale ricorda tutto il suo affetto innanzitutto «A mia moglie Maria, il più doloroso addio». Per poi passare agli amici, come il regista Giuseppe Tornatore, l’unico per il quale sarebbe tornato a scrivere musica per il cinema. E poi ai figli e ai nipoti: «Spero che comprendano quanto li ho amati». Il compositore ha poi spiegato il motivo che lo ha spinto a chiedere che i suoi funerali si svolgessero in forma privata: «Per una sola ragione: non voglio disturbare».

In copertina: Open | Il murale comparso a Trastevere

Leggi anche: