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Greta Thunberg boccia il Consiglio europeo: «Solo belle parole, ci hanno lasciato le briciole»

21 Luglio 2020 - 15:49 Redazione
epa08318940 (FILE) -  Swedish climate activist Greta Thunberg attends a Committee on the Environment, Public Health and Food Safety at the  European Parliament in Brussels, Belgium, 04 March 2020 (reissued on 24 March 2020). Greta Thunberg on 24 March shared via her Instagram that she might have had covid-19 as she has experienced mild symptoms of the disease, adding she has been in self-isolation since she came back from her trip around Central Europe. Thunberg didn't test for covid-19, because in Sweden only people who need urgent medical treatment can test for it. The young activist also encouraged people all over the world to follow the advice of their local experts and authorities and stay at home to slow the wide spread of the virus.  EPA/STEPHANIE LECOCQ
Per l'attivista i risultati raggiunti non sono sufficienti e ha parlato di una «completa negazione dell'emergenza climatica»
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All’indomani dell’accordo raggiunto dai 27 al Consiglio europeo fiume di Bruxelles (oltre 90 ore di negoziazioni), sul Recovery Fund e il bilancio per il 2021-2027, tra chi non è soddisfatto dei risultati c’è anche l’attivista svedese Greta Thunberg. La giovane, che si batte per l’emergenza climatica, si è ancora una volta affidata a Twitter per denunciare la scarsa attenzione, a suo avviso, del Consiglio per il tema.

«Come previsto, il Consiglio europeo è risultato in alcune belle parole, alcuni vaghi, incompleti e distanti obiettivi climatici quasi impossibili da tracciare, e una completa negazione dell’emergenza climatica. Finché continueremo a giocare alle loro condizioni, questo è tutto ciò che otterremo: le briciole rimaste», ha twittato Thunberg.

«Possiamo avere quante riunioni vogliamo, ma finché l’emergenza climatica non viene tratta come una vera emergenza non ci sarà alcuna azione», ha concluso l’attivista che ha chiesto di firmare la lettera destinata ai leader europei.

L’attivista ha annunciato inoltre che donerà 100mila euro per combattere la diffusione del Coronavirus nell’Amazzonia brasiliana. Fondi che derivano dal premio di un milione di euro ricevuto dall’attivista nell’ambito del progetto Gulbenkian per l’Umanità. Altri 100mila andranno alla Stop Ecocide Foundation «per sostenere il loro lavoro e rendere l’ecocidio un crimine internazionale».

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