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Coronavirus, l’appello di Vaia: «Tamponi obbligatori a chi arriva dai paesi Ue». E invoca un piano Marshall per scuola e trasporti

25 Luglio 2020 - 19:49 Redazione
Passeggeri in partenza dall'aeroporto ''Leonardo da Vinci'' di Fiumicino, Roma, 26 giugno 2020. Anche il bagaglio a mano in aereo vittima del Coronavirus. Da oggi le compagnie aeree come Alitalia, Ryanair, Easyjet e tutte le altre devono vietare l'utilizzo delle cappelliere per il trolley, che così va imbarcato in stiva, dopo la decisione del Ministero della Salute trasmessa dall'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) ai diversi vettori.  ANSA / Telenews
Per il direttore sanitario dell'Ospedale Spallanzani di Roma l'arrivo delle risorse europee è un «bene». E chiede investimenti nei settori in difficoltà
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«Il tema del possibile ingresso del virus da Paesi nei quali l’emergenza Covid è in una fase di crescita, compresi Stati come la Romania e la Bulgaria, ci impone di intervenire nei porti, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e anche di autobus per evitare che si imbarchino positivi o sintomatici. Per questo devono essere fatti obbligatoriamente i tamponi». Questa volta l’appello a prevenire possibili casi di contagio di importazione arriva da Francesco Vaia, direttore sanitario dell’ospedale Spallanzani di Roma.

«Ovviamente dovremmo essere pronti anche a valle intervenendo con le nostre squadre Usmaf (ovvero gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del ministero della Salute, ndr) e, se necessario, con le Uscar (Unità speciali di continuità assistenziale regionale, cioè unità di intervento territoriali composte da medici e infermieri, ndr) – ha aggiunto Vaia -, Noi siamo pronti anche con i test rapidi ma mi auguro che i governi cooperino per il bene comune e approvino rapidamente protocolli in tal senso liberando così anche il traffico aereo in grande sofferenza».

Vaia: «Serve Piano Marshall per scuola e trasporti»

«Dall’Europa arriva una buona notizia con l’accordo sui fondi – ha osservato Vaia-. Oggi abbiamo delle criticità a cui dare delle risposte: la scuola e i trasporti». Settori in profonda sofferenza, è il ragionamento, per i quali serve «un grande piano Marshall di investimenti – ha proseguito -, bene allora che arrivino risorse dall’Ue. Personalmente ho molte perplessità sull’utilizzo di cinema e teatri per sopperire alla mancanza di aule nelle scuole».

«Si rischia così di togliere invece che potenziare i luoghi della cultura e della socialità, in un momento in cui occorre aiutare sensibilmente questo settore. Perché invece non pensare di usare gli spazi delle scuole private e integrarli con gli istituti pubblici?», ha osservato Vaia. Solo così, per il direttore sanitario dello Spallazani, sarà possibile dare «una risposta più adeguata agli studenti, alle famiglie e agli insegnanti».

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