Coronavirus, il Lazio ai livelli di maggio: «A rischio la riapertura delle scuole». Richeldi (Cts): «Dipenderà dai contagi»

Al via a Fiumicino i test per chi proviene da zone a rischio: Croazia, Spagna, Malta e Grecia. Circa 2mila gli arrivi previsti

Aumentano i casi di Coronavirus in Italia e, contestualmente, aumentano anche i focolai sparsi su tutto il territorio nazionale. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute sono 925 quelli identificati, con un aumento di 225 nella prima settimana di agosto. Focolai che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane, a fronte di una diminuzione dell’età media dei contagiati, che si è stabilizzata intorno ai 40 anni.

Da dove vengono?

«Questi focolai vengono per circa un terzo da persone che rientrano, o entrano, nel nostro Paese da zone in cui c’è una situazione epidemiologica peggiore della nostra», spiega a Open il professor Luca Richeldi, pneumologo e componente del Comitato tecnico scientifico. «Un alto terzo – prosegue – viene dalla ripresa di alcune attività di vicinanza, come ristoranti e discoteche. L’ultimo terzo invece viene dai contact tracing, cioè dai contatti di persone che sono risultate positive. Buona parte di questo aumento di casi era atteso. La notizia buona è che questo attuale numero di contagi non mette pressione sul nostro sistema sanitario. La notizia meno buona è che questo incremento sembra ormai stabile», osserva Richeldi.

Regione Lazio: «Se continua così a rischio l’apertura delle scuole in sicurezza»

58 i nuovi positivi nel Lazio a Ferragosto. Numeri che hanno portato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, a constatare che «siamo tornati ai livelli di maggio». Di questi nuovi casi oltre la metà sono di importazione o riguardano giovani tornati dalle vacanze: sette i casi di rientro da Malta, sette da Romania, quattro dalla Spagna, sei dalla Grecia (quattro da Corfù), tre casi dalla Croazia, due dalla Bielorussia e un caso dall’Albania.

E oggi all’aeroporto di Fiumicino (principale scalo nazionale) partiranno i test per chi proviene da zone a rischio (Croazia, Spagna, Malta e Grecia) con circa 2mila arrivi previsti. «40 operatori solo a Fiumicino, 120 operatori sanitari coinvolti nei drive in attivi per i tamponi. Faremo di tutto per difendere le persone, ma occorrono comportamenti responsabili», ha scritto in un post su Facebook il presidente della Regione Nicola Zingaretti.

Ma a preoccupare adesso, con questo trend, è anche la ripresa dell’anno scolastico in presenza. Problema che è stato sollevato dall’assessore D’Amato, che ha avvertito: «Se continua così, si rischia di pregiudicare l’apertura delle scuole in sicurezza». Dello stesso avviso anche il Professor Richeldi, che spiega a Open come «D’Amato ha richiamato un punto importante: possiamo fare tutti i protocolli che vogliamo per la riapertura delle scuole. Ma se riprenderemo dipenderà dalla situazione epidemiologica che ci sarà tra un mese».

Richeldi ha poi osservato come il Lazio abbia due caratteristiche: «è una Regione molto popolosa con una città, Roma, molto grande e che attrae molti turisti. E poi ha molti punti di entrata dall’estero, tra porti, aeroporti e stazioni. Tutto questo pone problemi importanti». Attenzione massima dunque, in questa fase, ai punti di ingresso e di transito.

Balzo dei contagi in Emilia-Romagna

Altra Regione che mantiene alta l’attenzione è l’Emilia-Romagna, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 71 nuovi casi, di cui 40 asintomatici rilevati attraverso screening regionali e attività di contact tracing. Non mancano anche qui i casi di rientro dall’estero, 21. E su questo fronte sono in programma iniziative analoghe alla Regione Lazio. Dalla prossima settimana, all’aeroporto Marconi di Bologna, prenderà il via una sperimentazione per rendere disponibile ai passeggeri in arrivo da Croazia, Malta, Grecia e Spagna la possibilità di fare il tampone appena atterrati. 

Su un maggiore o minore livello di rischio, nelle varie Regioni, Richeldi spiega che «in questo momento le Regioni sono tutte a rischio». «Il nostro è un Paese turistico dappertutto», prosegue, sottolineando come questo rappresenti anche «la fondamentale tensione tra salute ed economia. L’industria del turismo, in Emilia-Romagna, è una fetta sostanziale dell’economia regionale. La decisione di chiudere le discoteche in Emilia-Romagna ha delle implicazioni anche su tutta la popolazione. Il bilancio tra salute ed economia è sempre difficile».

Proseguono gli screening in Campania

Intanto in Campania prosegue lo screening di massa sulla popolazione di Sant’Antonio Abate, con oltre cinquemila cittadini sottoposti a tampone. L’obiettivo è circoscrivere e spegnere sul nascere il focolaio riconducibile a due strutture ricettive della zona: l’hotel a cinque stelle La Sonrisa e l’hotel Villa Palmentiello. Dei 18 nuovi casi regionali rilevati a Ferragosto, 7 sono riconducibili all’estero. Nelle ultime due settimane invece i casi di importazione sono stati oltre 30.

Sulla capacità delle Regioni del sud di identificare rapidamente questi focolai e isolarli Richeldi si dice «ottimista», per due motivi: «Primo perché il ministero della Salute e il governo hanno fatto un investimento economico di rinforzo della medicina territoriale preventiva senza precedenti. Sono state assunte centinaia di persone e rafforzati i laboratori dotandoli di tamponi. E poi perché anche nelle persone più distratte, o nei politici meno interessati all’argomento, questo è un tema ormai abbastanza difficile da ignorare. Immagino che i servizi sanitari saranno orientati, potenziati e capaci di fare questo lavoro di tracciamento».

In copertina ANSA/TELENEWS | Attivazione delle misure necessarie per informare i passeggeri in arrivo da Paesi considerati a rischio che dovranno sottoporsi a test molecolare o antigenico da effettuarsi con tampone all’aeroporto di Fiumicino, 13 agosto 2020

Leggi anche: